Quella di Quietus è la writer’s writer list, ovvero la classifica che gli addetti ai lavori consultano per misurare il proprio livello di approfondimento rispetto alle più disparate nicchie underground. Non che il sito britannico si occupi solo di album sconosciuti ai più: quest’anno, per esempio, in Top 20 troviamo Charli XCX e, in comune con un portale come Pitchfork, persino altri due titoli (Still House Plants e Rafael Toral). Un record.
Resta il fatto – e lo abbiamo sottolineato più volte – che una lista come questa – ben 100 titoli – si consulti, come abbiamo detto più volte, per tornare su dischi minori o, soprattutto, per scoprirne di nuovi. È la stessa filosofia che anima un’altra classifica fondamentale per gli appassionati di ricerche sonore e avanguardie assortite: quella di The Wire.
Lo scorso anno Quietus aveva incensato Lankum, PJ Harvey e Teeth Of The Sea. Quest’anno, invece, le traiettorie sonore si rivelano completamente differenti: troviamo la cuspide post-hardcore e post-rock degli ineffabili Moin, il primitivismo e la trance ipnotica dei Tristwch Y Fenywod, e il minimalismo degli Ex-Easter Island Head, con i loro pattern ritmici ripetuti all’infinito che fanno evolvere i brani in suite complesse e stratificate, suonate con maestria a otto mani.
Le prime venti posizioni della classifica di Quietus
- Ex-Easter Island Head – Norther
- Tristwch Y Fenywod – Tristwch Y Fenywod
- Moin – You Never End
- Xiu Xiu – 13″ Frank Beltrame Italian Stiletto With Bison Horn Grips
- Mohammad Syfkhan – I Am Kurdish
- Still House Plants – If I don’t make it, I love u
- Rafael Toral – Spectral Evolution
- Shovel Dance Collective – The Shovel Dance
- Oranssi Pazuzu – Muuntautuja
- Nadine Shah – Filthy Underneath
- Shellac – To All Trains
- Fat White Family – Forgiveness Is Yours
- Dialect – Atlas Of Green
- Jacken Elswyth – At Fargrounds
- Charli xcx – Brat
- Tashi Wada – What Is Not Strange?
- Clairo – Charm
- Nonpareils – Rhetoric & Terror
- Gnod – Spot Land
- Sealionwoman – Nothing Will Grow In The Soil