Album
Brat
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Edoardo Bridda
- 7 Giugno 2024
Se in CRASH Charli XCX tirava le fila e guardava al passato in Brat promette di far ballare. A livello di ethos, è il disco più vicino al mixtape Pop 2, dichiara lei. E in comune tra i due lavori c’è il sodale A.G. Cook, boss dell’ormai defunta PC Music, ma anche Easyfun, così come un mix di hyper e (360) electro pop (Sympathy is a knnife, Rewind), mescoloni UK dance (Club Classics), ballad (I might say something stupid) e r’n’b (Talk Talk).
Inevitabili le convergenze parallele con l’amica e collaboratrice Caroline Polachek, come anche la compianta SOPHIE (omaggiata in So I), del resto il giro è quello, come innegabile la sua influenza (e parliamo sempre di Pc Music) sul mainstream pop degli ultimi 10 anni. Detto questo, un disco che vede Charlotte Emma Aitchison muoversi con libertà e freschezza all’interno di quella che è una cifra stilistica che non sempre ha concesso campo veramente libero alla fantasia dei suoi producer.
Charli XCX rappresenta oggi l’alternativa progressista al tradizionalismo e alla cameretta dei buoni sentimenti di Taylor Swift. Proporne una femminilità più sfrontata e diretta, ma non manca di raccontare la propria vulnerabilità e insicurezza. Da queste parti esprime al meglio la voglia di divertimento della sua generazione, senza che questo equivalga a mero escapismo.
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