Come promesso, Iggy Pop e Måneskin hanno condiviso in streaming la nuova versione del brano che la band romana ha proposto come secondo singolo estratto da Teatro D’ira Vol. I dopo il successo del brano vincitore di Sanremo e Eurovision Zitti e buoni. Si tratta di I Wanna Be Your Slave, canzone cantata in inglese che ha già scalato alcune classifiche estere oltre che nazionali, brano che già dal titolo omaggia il quasi omonimo pezzo degli Stooges, il cui album di riferimento – l’omonimo debutto – è uscito proprio ieri, 5 agosto (del 1969).
Per preparare il terreno alla collaborazione e all’ascolto del brano, la band ha condiviso prima un poster via social e poi un montaggio con i momenti salienti del buffo scambio in videochiamata avuto con l’Iguana del rock. All’inizio ascoltiamo un «I really like your band». A Pop piace il fatto che Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi e Ethan Torchio siano un vero gruppo, che suona i propri strumenti. «Vi ho visto anche suonare dal vivo e non avevate i pantaloni, molto bene», aggiunge scherzando tra sé e sé «…very good».
Piccolo taglio e ascoltiamo il frangente della discussione in cui Iggy chiede delucidazioni sul suo intervento nel pezzo: «c’è un punto in particolare del brano al quale stavate pensando?» fa ai ragazzi, e loro: «puoi farne ciò che vuoi». E Victoria che prova il colpaccio: «lo puoi anche riscrivere». A quel punto è Iggy prendere in mano la situazione: «Ok la faccio …ne faccio quattro take ok?» e parte una piccola anticipazione con l’icona del rock al canto in modalità professional.
Iggy Pop ha registrato il suo contributo in uno studio di Miami, spedendolo poi alla band e al nuovo manager Fabrizio Ferraguzzo che hanno fatto il resto del lavoro. La versione vinilica, in formato 45 giri, di I Wanna Be Your Slave esce sempre oggi, in edizione limitata, e contiene entrambe le versioni del singolo.
Di recente Gianni Morandi ha definito il successo dei Måneskin come il più clamoroso dai tempi di Modugno, mentre dall’estero la prima clamorosa stroncatura del gruppo è arrivata da Stereogum. Curiosa anche la scalata nelle chart globali della cover Beggin’ (grazie all’innegabile zampino della comunità degli utenti di TikTok), un vero e proprio caso che è stato preso in esame da noi e da più testate internazionali tra cui Billboard, ovvero il portale che presiede le classifiche ufficiali degli Stati Uniti.
Per quanto riguarda altri clamorosi casi di featuring tra icone della musica internazionale e artisti mainstream italiani, ricordiamo almeno quello di Miles Davis che volle incidere una nuova versione di Dune Mosse di Zucchero (1987) dopo averla sentita alla radio (in seguito Fornaciari collaborerà con BB King, Sting, Eric Clapton). Nel caso della band romana, non abbiamo ancora informazioni su chi abbia contattato chi. Senz’altro in passato Pop si è prestato a operazioni di questo tipo con gruppi più o meno mainstream, vedi Punkrocker degli svedesi Teddybears o Aggrophobe delle mancuniane Pins. Ma anche proprio con popstar internazionali (allora sulla cresta dell’onda) come Ke$ha (Dirty Love), in quel momento prodotta dal famigerato Dr. Luke. Del resto business is business, e se vogliamo guardare al cinema, David Bowie ha recitato ne Il mio West di Pieraccioni che nel 1998 sbancò al botteghino incassando 17 miliardi delle vecchie lire.
Come abbiamo ribadito più volte, i Måneskin stanno ponendo le basi per un’impresa di indubbio successo, fatto che non ci preclude di muovere critiche alla loro proposta artistica.