I Bon Jovi nel 2024 (foto dal sito della band).

Bon Jovi a Edimburgo. Caos per i biglietti del Gold Circle

Sotto accusa l'estensione dell'area premium a Murrayfield. I fan: "Ci sentiamo truffati"

Bon Jovi sono ritornati live in uno stadio dopo ben sette anni, ma quello che poteva essere un grande trionfo, per molti spettatori si è trasformato in un incubo organizzativo. Parliamo del concerto che si è tenuto lo scorso 28 agosto a Edimburgo, registrando il tutto esaurito. Dopo lo show, infatti, non sono state poche le contestazioni da parte dei fan: al centro delle polemiche ci sarebbe la gestione dei biglietti premium “Gold Circle”.

La tipologia dei biglietti nasce per garantire un privilegio: un’esclusiva zona sottopalco (alla modica cifra di 340 sterline, circa 400 euro) che è teoricamente riservata a un numero limitato di spettatori, pensata per permettergli una visuale ravvicinata e ottimale. Il problema è che l’area – secondo quanto riportato dall’Edinburgh News – sarebbe stata estesa a dismisura, fino a coprire la quasi metà dell’intero prato dello stadio di Murrayfield.

“Non credo che la gente si rendesse conto che il Gold Circle si sarebbe esteso così tanto”, ha dichiarato un fan visibilmente deluso. “Non ho mai visto una zona premium così enorme in questo stadio. Se lo avessi saputo, avrei comprato un normale biglietto per il prato standard risparmiando parecchio denaro. Loro hanno pagato meno ma hanno avuto praticamente la stessa visuale”.

La protesta è esplosa sui social e sui forum dei fan, dove si moltiplicano in queste ore le minacce di azioni legali e richieste di rimborso di massa: “Cos’è, uno scherzo? Quel Gold Circle occupa mezzo campo”, scrive un utente. Altri hanno già annunciato reclami formali diretti a Ticketmaster per aver acquistato biglietti sulla base di informazioni ingannevoli.

Il fattore “last minute” e la pressione sulla capienza

A far saltare l’equilibrio della capienza della zona VIP potrebbe essere stata, con ogni probabilità,  la gestione delle ultime disponibilità. La Scottish Rugby, organizzazione che gestisce l’impianto di Murrayfield, aveva infatti messo in vendita un ultimissimo stock di biglietti per quello che si preannunciava tra gli eventi più attesi dell’anno, proprio a ridosso del fine settimana.

La corsa dell’ultimo minuto, unita alla necessità di soddisfare un’altissima richiesta, avrebbe spinto gli organizzatori ad allargare i confini della zona premium. E chissà se Ticketmaster o i promoter locali (che fino ad ora non hanno rilasciato alcun commento sulla vicenda) apriranno una procedura di rimborso per tutti coloro che hanno pagato per un servizio che, di fatto, è stato men che meno esclusivo.

Qui su SA, nel frattempo, potete recuperare le recensioni di alcuni album della discografia della band del New Jersey: dal classic Slippery When Wet (1986) al più recente What About Now (2013) fino all’ultimo lavoro Forever (2024).

Tracklist

Ti potrebbe interessare