Ci stavamo domandando giusto ieri che tipo di performance aspettarci da Beggin’ nella classica singoli ufficiale statunitense, la Hot 100, e in forza di quello ancor di più è salita la curiosità di conoscere l’opinione delle testate americane specializzate sull’argomento Måneskin, a fronte del successo globale della formazione sulle piattaforme di streaming e del ruolo traino che ha avuto TikTok in tutto questo.
Stereogum, storico portale di riferimento per le nuove uscite discografiche in particolare in ambito indie, ha pubblicato in queste ore un lungo articolo che già dal titolo fa capire che la band romana non ne uscirà affatto bene. Il titolo del resto è tutto un programma: «Come i rocker italiani Måneskin sono riusciti a conquistare Spotify con la loro orribile cover dei Four Seasons».
In attacco, la formazione viene descritta come «a darkly glammed-out and transcendently trashy hard rock quartet from Rome» che potremmo tradurre grossomodo con “un quartetto darkettone virato glam trascendentalmente trash nel suo esser hard rock”) ma è alla fine del pezzo che arrivano le bordate più pesanti, con l’autore Chris Deville a sparare a zero prima sullo stile canoro di Damiano David («David’s ostentatious growl sounds like a parody of a singer who spells rock r-a-w-k / il growl ostentato di David sembra la parodia di un cantante che pronuncia rock come ‘r-a-w-k’») e poi sull’intera proposta dei quattro sia dal punto di vista sia estetico («The whole band looks like they’re dressed up as Orgy for Halloween / l’intera band sembra vestita come gli Orgy [la band ndr.] ad Halloween») che musicale («Their music sounds like a sleazy Sunset Strip act’s flavorless impression of early Incubus / la loro proposta dà l’impressione di una versione insapore dei primi Incubus interpretata da uno squallido act del Sunset Strip»).
Ripercorrendo le tappe del successo della band da X Factor a Sanremo all’Eurovision e alla conquista delle chart di queste ultime settimane, e dedicando una parentesi alla storia di Beggin’, Stereogum tira le somme auspicando che una band la cui Zitti e buoni ricorda le canzoni che passavano nelle rock radio USA nel 1999 assieme a gente come Loudmouth e Buckcherry non faccia breccia sul suolo americano. Se questo dovesse accadere beh… rock is better off dead.
Come abbiamo più volte ribadito anche da queste parti, è indubbio che i Måneskin stiano ponendo le basi per un’impresa di sicuro successo, fatto che non ci ha precluso (e non ci preclude) di esprimere a nostra volta perplessità e critiche sulla loro proposta artistica.
