Si è svolta ieri sera dalla Ahoy Arena di Rotterdam l’attesa finale dell’Eurovision 2021, gara canora trasmessa in prima serata da Rai1 con il commento di Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio e la conduzione di Carolina Di Domenico, che ha visto sfidarsi i 26 finalisti, tra cui i nostrani Måneskin che gareggiavano con una versione polite del brano che ha vinto la 71esima edizione del Festival di Sanremo, Zitti e buoni.
I bookmaker davano favoriti Francia (Barbara Pravi), Malta (Destiny Chukunyere, vincitrice di Junior Eurovision Song Contest nel 2015) e Svizzera (Gjon’s Tears), ma ad aggiudicarsi la vittoria sono stati proprio i Måneskin, che dal quarto posto sono saliti al primo grazie al favore del generoso televoto, davanti ai tre favoriti che dominavano la classifica stilata dalla giuria di qualità dei singoli stati. Un premio che torna in Italia – in cui l’anno prossimo si svolgerà per diritto la kermesse della musica europea – a 31 anni dall’ultima volta, dopo i trionfi di Gigliola Cinquetti (1964) e Toto Cutugno (1990). La band romana ha salutato la vittoria con un «Rock’n’roll never dies».
Chissà se dietro al trionfo c’è anche lo zampino dei Ferragnez, che dopo le polemiche riguardo all’ultimo Sanremo e al televoto spinto da Chiara Ferragni in favore del marito – poi battuto proprio da Damiano e soci – la coppia ha chiamato a raccolta i follower, via IG, stavolta in favore della band italiana («Cari follower internazionali, vedete di fare i bravi…», «Tranki raga, appena finisce di allattare scateno la Chiarona nazionale! Tipo Charizard di Fuoco #Escita2021»).
Sulle nostre pagine potete recuperare la recensione di Teatro d’Ira-Vol. 1, ovvero l’album che contiene la sopracitata Zitti e buoni, pubblicato a due settimane della vittoria del festival della canzone italiana, firmata da Stefano Solventi.
