Taylor Swift è stata ospite dell’ultimo appuntamento delle Icon Sessions della Recording Academy, prendendo parte a una conversazione di tre quarti d’ora con il CEO Harvey Mason Jr. che si è trasformata in una vera e propria masterclass sul suo songwriting. Il vero motore dietro la sua carriera lunga circa vent’anni è una mente analitica, mossa da un orgoglio intellettuale affilato che ha riassunto in una dichiarazione di intenti: “Non mi sono mai rivolta alla musica per dimenticare la mia esperienza umana, ma per ricordarla”.
La genesi di I Knew You Were Trouble e il concetto di collaborazione
La sessione si è concentrata principalmente sul superamento della comfort zone creativa da parte dell’artista. Swift ha condiviso infatti un retroscena chiave legato alla genesi di I Knew You Were Trouble (brano tratto da Red, del 2012): nata come una classica, malinconica, ballata al pianoforte, la traccia ha trovato la sua identità solo grazie alla frizione in studio con i produttori Max Martin e Shellback. Sono stati loro a imporre quei breakdown elettronici allora inediti nel background dell’artista, più orientato verso il country.
Una “deviazione” che però ha permesso a Swift di poter ridefinire il concetto di collaborazione, basandolo sulla ricerca di partner in studio che sappiano rilanciare un’idea iniziale e stravolgerla. È in questa elasticità, ha spiegato la popstar, che risiede la fluidità di una discografia ad oggi capace di spaziare dal country degli esordi al synth-pop e all’indie-folk acustico di Evermore o Folklore.
La Swift si è anche esposta sul suo rapporto con la critica e i media, che per anni hanno cercato di ridurla a fenomeno passeggero. Consapevole dei propri mezzi, l’artista ha ammesso che non di rado ha inserito intenzionalmente nei propri testi vocaboli che risultassero più ricercati ed eruditi, costringendo così la parte più pigra dei suoi detrattori a dover sfogliare un dizionario prima di imbastire una polemica.
Il traguardo degli Emmy
Al termine della sessione, la musicista ha offerto una performance minimale al pianoforte, eseguendo un medley della nuovissima I Knew It, I Knew You (brano estratto dalla colonna sonora di Toy Story 5, co-scritto e co-prodotto a quattro mani con il fidato collaboratore Jack Antonoff), l’onirica August e All Too Well. Un set intimo che arriva mentre l’industria ne certifica l’ennesimo record: lo speciale Disney+ The Eras Tour: The Final Show ha appena incassato cinque nomination agli Emmy Awards.