Foo Fighters
Foo Fighters, fodo di Danny Clinch (2023)

Josh Freese. Il licenziamento dai Foo Fighters: (non del tutto) una sorpresa

Dopo meno di due anni con i Foo Fighters, il batterista torna a parlare della decisione di Dave Grohl, tra leggerezza e ironia.

Il 2025 continua a essere un anno turbolento per i batteristi delle grandi rock band, e Josh Freese è l’ultimo protagonista di questa stagione movimentata. Intervistato dal New York Times, il musicista ha raccontato il suo licenziamento dai Foo Fighters, avvenuto a maggio durante una call di band, senza spiegazioni. «Guardando indietro, probabilmente è stato più un problema della loro gestione», ha commentato Freese, che fino ad allora aveva preso il posto di Taylor Hawkins dopo la tragica scomparsa del batterista.

Nonostante lo shock, Freese ha scelto la leggerezza: ha pubblicato online una lista scherzosa dei “Top 10 possibili motivi per cui sono stato cacciato dai Foos”. «Non era la musica a cui davvero sentivo di appartenere», ha aggiunto, spiegando come la pressione di entrare in una band tanto amata e di riempire il vuoto lasciato da Hawkins fosse stata intensa.

Passato, presente e futuro

Il batterista, 52 anni, ha ribadito come la sua carriera sia stata guidata dalla passione fin dall’infanzia, cresciuto in una famiglia di musicisti e diventato professionista già a 12 anni. Dopo esperienze con Vandals, Devo, Guns N’ Roses e centinaia di sessioni in studio per artisti di ogni genere, Freese ha sottolineato la sua filosofia: «Qualsiasi opportunità va colta e onorata. Da batterista, devi dare sempre il massimo».

Ora, il futuro lo vede nuovamente con i Nine Inch Nails, dove ha sostituito Ilan Rubin, in un curioso scambio che sembra quasi un gioco di sedie tra grandi band. «Non potevo crederci», ha detto a proposito del passaggio tra i due gruppi. Ma, come sempre, la sua priorità resta suonare: «Qualunque cosa accada, sarò lì a suonare. È tutto ciò che ho sempre voluto fare».

Il mercato dei batteristi

Il caso di Freese si inserisce in un 2025 che già ha visto addii e cambiamenti tra batteristi di prim’ordine, da Matt Cameron con i Pearl Jam a Frank Ferrer nei Guns N’ Roses, passando per altre defezioni tra Who, Godsmack e New Pornographers, confermando una vera e propria rivoluzione ritmica nel rock contemporaneo.

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