Foo Fighters
Foo Fighters live al Firenze Rocks 2018, foto Patrizio Buralli

Foo Fighters e Nine Inch Nails si scambiano i batteristi: Ilan Rubin entra nei Foos, Josh Freese torna da Trent Reznor

In un curioso gioco di incastri, Rubin lascia i NIN per unirsi ai Foo Fighters, mentre Josh Freese fa il percorso inverso a pochi giorni dall’inizio del tour nordamericano della band

Il 2025 verrà ricordato come un anno di grande subbuglio per i batteristi delle rock band internazionali. Licenziamenti, ritiri, cambi di rotta e persino arresti hanno segnato una delle stagioni più caotiche nella storia recente del rock. «C’è da aver paura ad essere un batterista oggi», scherzava Mike Portnoy dei Dream Theater, commentando ironicamente la drummer purge che aveva coinvolto tra gli altri nomi come Guns N’ Roses e Who. In questo contesto, ecco arrivare l’ennesimo scossone: uno scambio di bacchette tra Foo Fighters e Nine Inch Nails.

Secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter, Ilan Rubin, batterista di lunga data dei NIN, ha lasciato la formazione di Trent Reznor per unirsi ai Foo Fighters. A sorpresa, al suo posto è tornato Josh Freese, già parte dei NIN tra il 2005 e il 2008 (prima di essere sostituito proprio da Rubin), e che fino a maggio era alla batteria nei Foos dopo la morte di Taylor Hawkins.

Dal canto suo, Josh Freese ha accolto con entusiasmo il ritorno nella formazione di Reznor, che ha celebrato la notizia con un post su Instagram: “Let’s Fucking Go, @joshfreese”. L’ex Vandals e A Perfect Circle ha pubblicato un messaggio personale in cui ricorda la sofferta decisione di lasciare i NIN nel 2008 per dedicarsi alla famiglia, e descrive l’attuale reunion come un ritorno a una delle esperienze live più intense della sua carriera. “Quel livello di intensità, orgoglio e soddisfazione dopo ogni concerto l’ho raramente provato altrove”, ha scritto.

 

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Il ritorno di Freese avviene a pochi giorni dal via al nuovo tour nordamericano dei Nine Inch Nails, di recente passati anche dalle nostre parti dove per noi c’era Tommaso Iannini. I Foo Fighters, invece, torneranno on the road da ottobre per alcune date internazionali, forti anche del nuovo singolo Today’s Song, pubblicato a inizio luglio.

Il “mercato dei batteristi” del 2025 tra passaggi, addii, arresti

Lo scambio tra Ilan Rubin e Josh Freese non è un caso isolato, ma l’ennesimo episodio di un 2025 che si sta rivelando particolarmente turbolento per i batteristi delle grandi band rock. A partire dallo scorso autunno, il turnover ha assunto dimensioni impressionanti, con uscite volontarie, licenziamenti controversi e cambi di formazione che ne stanno ridisegnando la geografia ritmica.

Ha aperto le danze Tim Alexander, storico batterista dei Primus, che nell’ottobre 2024 ha lasciato la band per motivi di salute mentale e mancanza di entusiasmo. Poi è toccato a una leggenda: Nicko McBrain si è ritirato dopo 42 anni di carriera con gli Iron Maiden, lasciando il posto a Simon Dawson e chiudendo così in bellezza una carriera da titano del metal.

Nel 2025, le defezioni si sono susseguite senza sosta: Jeff Arevalo è stato licenziato dai Goose, Frank Ferrer ha salutato i Guns N’ Roses dopo 20 anni in circostanze tutt’altro che limpide, Zak Starkey è stato cacciato due volte (letteralmente) dagli Who, mentre Joseph Seiders è stato arrestato e rimosso dai New Pornographers in seguito a gravi accuse di pedopornografia.

Altre partenze hanno segnato tappe importanti della scena alternative e metal americana: Shannon Larkin ha lasciato i Godsmack, Kris Myers ha chiuso una lunga parentesi con gli Umphrey’s McGee, e soprattutto Matt Cameron, per quasi tre decenni con i Pearl Jam, ha annunciato il suo addio lo scorso luglio, senza spiegazioni ma con il sostegno pubblico della band.

Un “effetto domino” che somiglia quasi a una rifondazione collettiva del comparto ritmico del rock contemporaneo, tra esigenze personali, tensioni interne, desideri di vita più stabili e, talvolta, un semplice cambio di rotta. Il passaggio Rubin-Freese non è altro che l’ultimo capitolo della saga.

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