Gennaio è il mese più lungo dell’anno, non si scappa. Tra le cose che possono alleggerirlo, forse, c’è il buttare un occhio agli album che usciranno nel 2022. Certo: la consapevolezza è quella che ci saranno comunque uscite inaspettate, album imprevisti, e dunque la lista sarà per sua natura lacunosa. In mezzo, oltre ai dischi già in dirittura di arrivo nelle prossime settimane o annunciati per i mesi a venire, anche alcuni di quelli sui quali non c’è ancora certezza. Alt-J, Beach House, Placebo appartengono alla prima categoria; Arcade Fire, Arctic Monkeys, My Bloody Valentine (ogni anno sembra quello buono) più alla seconda.
Partiamo dalle certezze. Archiviato il ritorno a sorpresa di The Weeknd e quelli – previsti – di Burial e Fka Twigs, il 21 c’è attesa per l’esordio degli Yard Act, giovane quartetto inglese di stanza a Leeds. Una settimana più tardi, il 28, spazio ai Pinegrove, col loro quinto disco in studio, 11.11. Nel weekend di inizio febbraio (venerdì 4) vedrà la luce Ants From Up There, atteso bis dei Black Country, New Road, ma torneranno anche gli Animal Collective con l’annunciato Time Skiffs e Mitski con Laurel Hell (qui l’ultimo video estratto dal lavoro).
Gli Alt-J hanno già dettagliato il successore di Relaxer: si intitola The Dream ed è atteso per l’11 febbraio, anticipato già da alcuni estratti. Nello stesso giorno usciranno anche i nuovi di Trentemøller e Big Thief. Anche i Beach House torneranno – il 18 – con la versione completa di Once Twice Melody, disco inusualmente pubblicato in quattro ‘tranche’, del quale abbiamo già iniziato a scrivere. Stessa data per il settimo dei Metronomy, Small World, anticipato da Things Will Be Fine.
Da non lasciarsi scappare, poi, l’ultima settimana del mese: il terzo lavoro solista di Eddie Vedder, Earthling; l’omonimo esordio dei Caroline; il ritorno dei Tears for Fears con The Tipping Point; il nuovo disco degli Spiritualized di Jason Pierce, ma anche quello di Huerco S. In Italia, a febbraio, oltre alle prevedibili uscite post-festival (poche le certezze, al momento, ma teniamo d’occhio Achille Lauro, Dargen D’amico, Giovanni Truppi, Le Vibrazioni), tornerà a farsi sentire Cesare Cremonini con il già annunciato La ragazza del futuro, anticipato dal singolo Colibrì. Sempre versante italiano, aspettiamo il lavoro dei Marlene Kuntz dedicato alla sensibilizzazione sul cambiamento climatico, nato dal progetto Karma Clima, presentato alla fine dello scorso anno.
Marzo è invece un mese dalle, almeno per ora, poche certezze: due su tutte si chiamano Placebo e Stromae. Il disco della band di Brian Molko si intitola Never Let Me Go e uscirà il 25, mentre il ritorno di Paul Van Haver – Multitude – vedrà la luce il 4. Altri papabili interessanti lavori in arrivo sono quello di Nilufer Yanya – Painless – e lo sguardo sui 60s di Aldous Harding in Warm Chris.
Ad aprile una manciata di sicurezze: Fear of the Dawn, il nuovo disco di Jack White, uscirà l’8 (e farà il paio con Entering Heaven Alive in arrivo a luglio), così come quelli delle Let’s Eat Grandma e di Kae Tempest. Il 22 un attesissimo ritorno: al varco del terzo album ci sono i Fontaines D.C., reduci dalla pubblicazione di un primo – morrisseyssimo – estratto. Per i nostalgici dei primi anni duemila, c’è da vedere cosa sapranno offrire i Bloc Party: il loro Alpha Games uscirà a fine mese. A maggio tornerà Liam Gallagher, con il suo nuovo disco C’mon You Know (e sembra muoversi qualcosa anche dalle parti di Noel.
E adesso passiamo al campo delle speculazioni più o meno sicure. Partiamo dai Muse: ormai è questione di giorni l’annuncio dei dettagli del nuovo disco – probabilmente flirterà con il nu-metal – dopo la pubblicazione di un primo estratto I won’t stand down. Dovrebbe mancare davvero poco all’annuncio di maggiori dettagli sul ritorno dei Röyksopp, anticipato anche da questo videoclip. Un altro disco ancora senza nome ma che senza pochi dubbi uscirà nel 2022 è il settimo degli Interpol: il frontman Paul Banks rivelava a novembre che le sessioni di registrazione, iniziate da almeno un paio d’anni, si stavano per concludere. Manca invece soltanto una data ufficiale per il terzo disco di Rosalía, Motomami, già anticipato da un primo estratto con The Weeknd (La Fama) e che vedrà la partecipazione anche di Frank Ocean e Billie Eilish. Un grande punto di domanda è quello che riguarda nientemeno che i The Cure: dopo il Gallup-gate (con il bassista Simon Gallup che sembrava essere uscito, ma è presto rientrato), al momento è previsto un tour che toccherà anche il nostro paese, e ci sono sempre un paio di album in lavorazione… Chissà. Un po’ più di certezza la abbiamo per gli Arctic Monkeys, che dovrebbero pubblicare il nuovo disco – già concluso – prima dell’estate. Björk ha parlato a ottobre del suo decimo lavoro in studio, descrivendolo come «composto per gente che ha fatto del proprio salotto un club durante i mesi di lockdown», ma al momento sappiamo ancora poco o niente riguardo a una possibile data d’uscita. Nella seconda parte dell’anno vedrà probabilmente la luce il debut degli Smile di Thom Yorke, Jonny Greenwood e Tom Skinner, già anticipato da You’ll Never Work in Television Again. Altro ritorno che dovrebbe ormai essere in via di finalizzazione è quello dei Red Hot Chili Peppers: dopo la reunion con John Frusciante, già un paio di anni fa la band diceva di essere al lavoro sul nuovo album, e molto probabilmente vedrà la luce quest’anno. Occhio a Kendrick Lamar, Rihanna e perché no, anche agli Arcade Fire, visto che è da almeno un paio d’anni che parlano del nuovo album.
Per finire almeno un paio di nomi che da qualche anno a questa parte non mancano mai quando si fanno articoli del genere: il primo è quello di Frank Ocean, lontano dalle scene da molto e sempre sul punto di pubblicare qualcosa di nuovo; che sia l’anno buono? Il secondo non può che essere quello dei My Bloody Valentine. Da anni Kevin Shields sembra divertirsi a trollare stampa e pubblico parlando di materiale inedito… Noi continuiamo a credergli, più per gioco che per altro.