Nel corso di una nuova intervista concessa a Rolling Stone, gli Interpol sono tornati a fornire aggiornamenti in merito al nuovo album, il settimo della carriera. Il frontman Paul Banks ha rivelato che la band sta finendo le sessioni di registrazione iniziate in una casa presso i monti Catskill lo scorso anno, per quello che ha descritto come un lavoro «carico di vibrazioni» e «very English», anche perché la band sta ultimando i ritocchi proprio in uno studio a nord di Londra.
Da una parte, il disco possiede il sound con il quale abbiamo più confidenza. Ha in sé il cuore e l’anima della band, come se ci fosse scritto il nostro DNA sopra. Dall’altra c’è una parte di me che pensa: ‘Questo potrebbe essere un lavoro fottutamente diverso’… …Alcune canzoni, in particolare, mostrano dei sentimenti sfacciatamente positivi… …aspirano a qualcosa che ti faccia star bene.
Paul Banks
Banks ha inoltre fatto osservazioni piuttosto inaspettate per quanto riguarda le influenze del disco, citando tanto Pet Sounds quanto i Red Hot Chili Peppers, in particolare il lavoro di John Frusciante in dischi come Blood Sugar Sex Magik e nel suo disco solista del 1994, Niandra LaDes and Usually Just a T-Shirt («Mi sono fissato con i riff di chitarra decostruiti. Roba che potrei insegnare ai miei nipoti in due minuti, loro che manco sanno suonare la chitarra. Mi sa che ci troverete un paio di stranezze come queste nel disco»).
Come già detto in precedenza, il successore di Marauder si avvale in produzione di due nomi di spicco quali Alan Moulder e Flood, ovvero il team responsabile di molti capolavori degli anni ’90, tra cui Mellon Collie & the Infinite Sadness degli Smashing Pumpkins.
Settimo album in studio per la band di New York, questa nuova fatica discografica, su cui la band lavora da circa un anno, arriverà quindi dopo la pubblicazione dell’EP A Fine Mess, arrivato nel 2019 mentre nel frattempo Paul Banks si era unito a Josh Kaufman e Matt Barrick per formare i Muzz, che hanno pubblicato l’omonimo esordio lo scorso giugno.