Cesare Cremonini, foto per la stampa di Andrea Sestito (2021)

Cesare Cremonini. “Colibrì” è un pascoliano volare sulle ali di Abbey Road

Coldplay con un po' di Dalla e Ron: il cantautore bolognese non stravolge la propria prosopopea pop, ma sceglie di farcela vivere con una produzione immaginifica, fantasmagorica, sul filo del kitsch

Quando è uscito Coloratura dei Coldplay lo scorso luglio, uno dei più convinti della sua bontà era Cesare Cremonini e non a caso. Il brano di 10 minuti, che anticipava l’ultimo album della band Music Of The Spheres, era una di quelle ballatone con nel taschino la grandeur dei vecchi tempi, quella che si respirava agli Abbey Road Studios.

E proprio negli studi in cui sono nati alcuni degli album che hanno fatto la storia del rock, vedi Beatles e Pink Floyd, il cantautore bolognese è tornato per ultimare il suo nuovo lavoro, La ragazza del futuro, di cui vi abbiamo fornito i dettagli nelle scorse ore. Colibrì è il singolo scelto per lanciare un progetto che mescola fantascienza, romanticismo e un gran bisogno di purezza. Dopo un’apertura ambient-cinematica, il brano attacca con un grappolo di note al pianoforte screziate da dettagli elettronici, immaginifiche basi per un testo che non gioca tanto sui significati quanto su fascinazioni e sinestesie.

C’è un pascoliano-coldplayiano tornar fanciulli, e ci sono sottili rimandi al Dalla sognatore («Seguivi un Colibrì / che ti ha portato dalla giungla a una metropoli»), buone premesse di uno sviluppo che ad altezza bridge e, soprattutto, ritornello, riporta tutto a casa, un po’ risaputamente magari, puntando sul più classico dei crescendo al quale il cantautore bolognese fa affidamento dai tempi dei Lùnapop («Lo sai / Anch’io vorrei volare fra gli alberi»).

La grandeur del Nostro, come al solito, è quella da teatro delle grandi occasioni, del più sobrio dei musical eppure il più magniloquente. Un artificio che gioca su una costosa e calibratissima produzione e su una penna che punta su un messaggio universale fatto di semplici metafore e collaudati riferimenti melodici che riavvolgono i nastri alle discografie di Ron e Gianni Morandi. Come per i Coldplay, un conto è innescare la magia, un conto è instillarla davvero. Cremonini si piazza giusto a metà.

https://twitter.com/CremoniniCesare/status/1465957488436690944

Oltre alle lavorazioni dell’album, Cremonini è stato impegnato in veste di regista per un un nuovo film dedicato proprio a Lucio Dalla. Possibili scenari, sesto e precedente album solista dell’ex Lunapop, è stato recensito su queste pagine da Antonio Lamorte.

Tracklist
  • 1 Intro
  • 2 La ragazza del futuro
  • 3 Colibrì
  • 4 MoonWalk
  • 5 Interlude +
  • 6 La fine del mondo
  • 7 Chimica
  • 8 La camicia
  • 9 Interlude –
  • 10 Stand up comedy
  • 11 Jeky
  • 12 Psyco
  • 13 Delfini
  • 14 Chiamala felicità
Cesare Cremonini
La Ragazza del Futuro

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