Dal suo sito ufficiale, Henry Rollins ha reso noto di aver recentemente lavorato a un nuovo progetto insieme all’amico di lunga data Ian MacKaye (Fugazi, Minor Threat). I due si sono ritrovati negli Inner Ear Studios di Washington D.C., lo stesso luogo in cui avevano inciso i loro primi dischi, per registrare e mixare una sessione di quattro brani con Don Zientara, storico ingegnere del suono della scena hardcore locale.
Rollins descrive l’esperienza come un ritorno alle origini: dopo anni, rientrare nello studio dove avevano mosso i primi passi è stato non meno che “incredibile”. A un certo punto, si è aggiunto anche Eddie Janney — membro di band seminali come Untouchables, Rites Of Spring, One Last Wish, Happy Go Licky e Skewbald — che, secondo Rollins, ha dato un contributo significativo all’atmosfera e al risultato finale delle registrazioni. Le quattro tracce, ormai completate e già masterizzate, sono in fase di impaginazione grafica: “Sto lavorando al layout e al design del disco — scrive — e quando sarà pronto, lo annuncerò. Siamo estremamente entusiasti di questo progetto”.
Due icone, due percorsi
Per Henry Rollins si tratterebbe del primo vero ritorno in studio dopo oltre vent’anni. L’ex frontman dei Black Flag e della Rollins Band – il cui ultimo album, Nice, risale al 2001 – aveva dichiarato più volte di aver abbandonato la musica per dedicarsi alla scrittura, agli spoken word e alla pubblicazione di libri e riviste attraverso la sua etichetta-editoriale 2.13.61. Negli ultimi anni ha proseguito con il programma radiofonico The Henry Rollins Show (2006, 2007) e pubblicato alcuni volumi della collana Stay Fanatic!, consolidando la sua figura di archivista e narratore della memoria hardcore.
Ian MacKaye, invece, ha mantenuto un profilo più defilato ma costante. Attraverso Dischord Records, etichetta da lui cofondata, ha continuato a preservare e valorizzare l’eredità della scena punk di Washington, lavorando su ristampe, progetti d’archivio e produzioni indipendenti. Nel 2025 ha curato Change In My Head, rielaborazione del classico New Wind dei 7 Seconds, confermando la sua attenzione per la documentazione e la trasmissione della cultura DIY. Per quanto riguarda i Fugazi, in questi mesi la Fugazi Live Series è approdata su Bandcamp aggiungendo una nuova tappa nella loro personale archeologia sonora. La band è ferma dall’ultima esibizione a Londra, il 2 novembre 2002 ma nessuno ha mai davvero detto la parola fine.
L’incontro in studio tra Rollins e MacKaye affonda le radici nella storia stessa dell’hardcore americano.