Henry Rollins con la sua collezione di nastri

Henry Rollins racconta a Rick Rubin perché ha smesso con la musica (ma non di esibirsi)

Il frontman ha spiegato a Rick Rubin le motivazioni dietro la scelta di smettere con la musica 15 anni fa

Henry Rollins, indiscussa icona hardcore punk, non è certo uscito dai radar mediatici, anzi. Sulle nostre colonne puntualmente il suo carisma e la passione a 360° per il mondo della musica tornano a deliziarci, vuoi con la scusa di una comparsata in uno spot pubblicitario, vuoi per un tutorial sul come prendersi cura della nostra collezione di vinili, vuoi perché l’uomo finisce per essere un testimonial dell’aeroporto internazionale di Los Angeles, coinvolto nella realizzazione di documentari (l’ultimo è Punk the Capital) o in innumerevoli show radiofonici. Rollins c’è e non molla di certo il colpo.

Il prossimo anno tornerà in tour per una settantina di date statunitensi con il consueto one man show a base di reading, spoken word e story telling ma la sua attività di cantante e autore si è interrotta da 15 anni. Avremo mai la possibilità di ascoltare qualcosa di nuovo da parte sua?

In una recente intervista concessa a Rick Rubin per il podcast Broken Record, l’ex frontman di Rollins Band e Black Flag ha raccontato le ragioni per cui questo non accadrà, a partire dal fatto che, per dirla con parole sue, “il dentifricio nel tubetto è finito”.

Un giorno mi sono alzato dal letto e ho preso la saggia decisione di smettere con la musica. Non perché la odiassi. Semplicemente ho finito le parole. Non c’era più dentifricio nel tubetto. D’altro canto, e fortunatamente, film, voiceover, documentari, scritti, e chiacchiere varie hanno finito riempirmi la giornata. E ora con queste e altre attività sono più impegnato che mai. Diciamo che me ne sono andato prima di dover dire ai ragazzi “hey vi ricordate di questo pezzo?”
Henry Rollins

Fornendo ulteriori argomentazioni per la sua scelta, Rollins ha poi aggiunto che non gli interessa – e non gli è mai interessato – accontentare alcun fan.

In passato ho sostenuto alcune cordiali conversazioni con affermate rockstar. L’argomento era ‘Tu vai sul palco e suoni le stesse canzoni da 40 anni giusto?’ E una di loro che mi è molto cara mi fa ‘Sì, è ciò che la gente vuole’. Al che rispondo qualcosa del tipo ‘Vuoi dar loro ciò che vogliono?’ Sì è la risposta. Stiamo parlando di un rocker vecchia scuola, più vecchio di me. E questo aggiunge ‘Voglio far contente queste persone’. E io, della serie, ‘Vorresti questo?’. Da parte mia non ho mai pensato a una cosa del genere. Mai passato per la testa. Lui mi fa ‘E quindi che fai?’. E io replico: ‘Cambio pagina e vedo che c’è oltre’. Lui, continua, e mi chiede curioso ‘Come ti trovi?’. Gli rispondo qualcosa del tipo ‘Beh devo comprami il biglietto dell’autobus per tornar a casa!’
Henry Rollins

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