Gary Oldman, David Bowie e Marion Cotillard nel clip di “The Next Day”
Gary Oldman, David Bowie e Marion Cotillard nel clip di “The Next Day”

Gary Oldman: “Da quando è morto Bowie, il mondo è andato a rotoli”

L’attore ricorda il legame profondo con David Bowie, compagno di infanzia e fonte di ispirazione artistica, riflettendo con nostalgia sull’eredità lasciata da una personalità — e un “collante cosmico” — che teneva insieme il mondo.

L’amicizia tra Gary Oldman e David Bowie nasce da un terreno comune: le radici nella Londra operaia, lo humour tagliente e un’inclinazione naturale alla reinvenzione. Un legame che si è tradotto anche in un incontro artistico, con l’attore protagonista nel videoclip di The Next Day – title track del penultimo album della compianta rockstar del 2013 – e in un rapporto umano che Oldman ha continuato a celebrare dopo la sua morte, dal discorso ai Brit Awards del 2016 fino alla partecipazione a concerti tributo.

Fare ciò che ti mette a disagio

Intervistato dall’Hollywood Reporter, l’attore premio Oscar ha ricordato la lezione che Bowie gli aveva trasmesso: «Mi diceva sempre: quando sei in acqua e senti ancora la sabbia sotto i piedi sei al sicuro, ma se vai un po’ più in là, dove non tocchi più, è lì che puoi fare il tuo lavoro migliore».

Un consiglio che il musicista aveva elargito anche ad altri: nel 2017 James Murphy degli LCD Soundsystem raccontò che Bowie lo aveva convinto a riportare in vita la band esprimendo lo stesso concetto.

Un esempio che ha finito per segnare anche il suo approccio alla recitazione, così come l’energia e l’innovazione che Bowie sapeva incarnare e che, racconta Oldman, “finiscono per contagiarti senza che tu te ne accorga”. Poi l’ammissione più amara: «Don’t you feel that since he died, the world’s gone to shit? It was like he was cosmic glue… When he died, everything fell apart» (“Non senti anche tu che da quando è morto il mondo è andato a rotoli? Era come un collante cosmico… quando è morto, tutto è crollato”).

Don’t you feel that since he died, the world’s gone to shit? It was like he was cosmic glue…

Oldman ha parlato di risate condivise, di quel senso di complicità che lo porta ancora oggi a chiedersi cosa Bowie avrebbe pensato di fronte a certe situazioni: «A volte vedo qualcosa che mi fa ridere e penso: chissà cosa ne avrebbe detto Dave, o quanto gli sarebbe piaciuto».

Slow Horses e l’attività recente

Negli ultimi anni Oldman ha conosciuto una nuova stagione di successi: il ruolo di Jackson Lamb nella serie Apple TV+ Slow Horses gli è valso elogi unanimi e una candidatura agli Emmy, confermando la sua capacità di unire ironia, intensità e carisma in un personaggio diventato di culto. Nel 2024 è stato insignito del titolo di cavaliere dall’allora re Carlo III e ha recentemente confermato che continuerà a interpretare Lamb anche nelle prossime stagioni, alternando la serialità a nuovi progetti cinematografici.

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