È morto questa mattina a Pavana Francesco Guccini. Il cantautore e scrittore aveva 86 anni.
La notizia arriva a poco più di tre mesi dalla sua ultima apparizione pubblica, avvenuta a Reggio Emilia in occasione dell’incontro Canterò soltanto il tempo, organizzato nell’ambito della mostra a lui dedicata. In quell’occasione Guccini era tornato a parlare davanti al pubblico dopo un’assenza di diciotto mesi, raccontando con la consueta lucidità i cambiamenti imposti dalla malattia, il rapporto con la scrittura e uno sguardo ancora ironico sull’attualità.
A darne notizia è stata la famiglia con una breve nota, nella quale si comunica che, nel rispetto delle sue volontà, «le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata».
I familiari chiedono che «questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità» e ringraziano «tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto».
Per consentire a chi lo ha amato di rendergli omaggio, la famiglia ha inoltre annunciato che nel mese di settembre sarà organizzata una cerimonia commemorativa, della quale saranno resi noti successivamente i dettagli.
Francesco Guccini, una vita tra canzoni e parole
Nato a Modena nel 1940 e cresciuto tra l’Appennino tosco-emiliano e Bologna, Francesco Guccini è stato una delle figure più rappresentative del cantautorato italiano. Dopo il debutto con Folk beat n. 1 nel 1967, ha costruito un repertorio in cui impegno civile, memoria, ironia e riflessione esistenziale si sono intrecciati in una scrittura spesso avvicinata alla poesia. Album come Radici, Via Paolo Fabbri 43, Amerigo e Fra la via Emilia e il West hanno segnato la storia della musica italiana, attraverso brani come La locomotiva, Eskimo, L’avvelenata, Autogrill e Incontro.
Oltre alla musica, Guccini ha coltivato la narrativa, la dialettologia e la ricerca linguistica, raccontando nei suoi libri un mondo fatto di luoghi, persone e storie. Nel 2012, con L’ultima Thule, aveva annunciato il ritiro dall’attività discografica e dai concerti, dedicandosi soprattutto alla scrittura. Negli anni successivi è però tornato in sala d’incisione con i progetti di rilettura Canzoni da intorto (2022) e Canzoni da osteria (2023). Nel 2019 aveva inoltre preso parte a Note di viaggio – Capitolo 1: venite avanti…, progetto prodotto da Mauro Pagani e dedicato alla rilettura del suo repertorio da parte di numerosi artisti italiani. L’album si apriva con l’inedito Natale a Pavana, cantato dallo stesso Guccini in dialetto pavanese.