Durante l’intervista promozionale per la presentazione del concert movie relativo a Cornucopia in esclusiva Apple Music, disponibile su Apple TV+ dal 24 gennaio, Björk non ha risparmiato critiche al modello Spotify, definendolo “probabilmente la cosa peggiore che sia mai accaduta ai musicisti”.
La cantante islandese ha approfondito il tema della creatività musicale, sottolineando l’importanza di tempo e privacy per coltivare nuove idee: “Solo nell’oscurità puoi piantare un seme. Serve tempo, serve solitudine”. Attualmente impegnata nella lavorazione di nuovi brani, Björk ha confessato di sentirsi in corsa contro il tempo: “E se dovessi fare altri venti album? Al mio ritmo, ne riuscirò forse cinque prima di morire”.
Consapevole del proprio privilegio economico, l’artista ha evidenziato come le giovani generazioni di musicisti siano spesso costrette a tour incessanti per sopravvivere, sacrificando così la qualità artistica: “La cultura dello streaming ha cambiato tutto: il paesaggio musicale, la società, gli artisti. Spotify ha peggiorato tutto, distogliendo l’attenzione dal perfezionamento del proprio mestiere”.
Il mercato dello streaming, critiche a Spotify
La polemica di Björk mette in evidenza una realtà già tristemente nota: i guadagni derivanti dallo streaming musicale continuano a essere irrisori per gli artisti. Ad esempio, Spotify paga mediamente solo 0,003 euro per ogni riproduzione, costringendo i musicisti a raggiungere milioni di ascolti per ottenere compensi appena dignitosi. Altri servizi offrono remunerazioni lievemente superiori: Apple Music si attesta intorno ai 0,009 euro per stream, seguita da Tidal, che spicca con 0,0125 dollari, mentre piattaforme come Amazon Music (0,004 euro) e YouTube Music (0,0072 euro) risultano ancora meno sostenibili per chi crea musica.
Spotify, con una quota di mercato del 36%, è il servizio di streaming musicale più diffuso al mondo. Da anni la piattaforma è al centro di controversie sia per la gestione del proprio modello di business, sia per le strategie di investimento e marketing, senza dimenticare l’impiego di ghost artist, che riducono ulteriormente i già esigui ricavi degli artisti.
L’ultimo album di Björk, Fossora, nominato ma non vincitore ai Grammy 2023, è stato recensito su queste pagine da Stefano Solventi. Dal lavoro sono stati estratti alcuni videoclip, tra cui quelli relativi a Atopos, Sorrowful Soil e Ancestress.
