Björk sale su un vulcano nel video di “Sorrowful Soil”, un tributo alla madre defunta
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Flaminia Zacchilli
- 5 Dicembre 2022
Una figura si inerpica sulla cima di un vulcano, indifferente al calore e alla fuliggine: non è Frodo Baggins ma Björk, nel video musicale di Sorrowful Soil. Illuminata da una luce calda al tramonto all’interno di una stretta cornice nera, vediamo la cantante islandese arrampicarsi sulla cima di un vulcano – quello della piccola catena di Fagradalsfjall, localizzato nel sud-ovest della nazione – mentre canta il brano con il viso coperto da una maschera a forma di orchidea. Il video è diretto da Viðar Logi, già regista per Björk del video di Atopos.
Björk ha scritto Sorrowful Soil come tributo alla madre, Hildur Rúna Hauksdóttir, venuta a mancare nel 2018, ma la traccia porta con sé un concept più estensivo: una dedica alla madre come figura archetipica, intesa innanzitutto come portatrice di vita. Il vulcano ha, nelle parole della cantante, «energia materna», ed è per questo che Björk sale fin lassù per ammirare la sua luce e immergersi nella sua atmosfera,
Sorrowful Soil è una canzone nata dall’improvvisazione. Pensavo di star scrivendo un’altra canzone, poi l’ho editata, ho finito per gettare via quasi tutto, e questo è quello che era lì a fissarmi. Sorrowful Soil e Ancestress sono le due canzoni di Fossora scritte per mia madre… Ancestress è la mia versione della musica funebre, ma Sorrowful Soil è stata scritta due anni prima e rispecchia molto quest’ultimo capitolo. All’epoca lavoravo con il fantastico coro Hamrahlid. Volevo dare loro il pezzo che si meritavano, e con quell’intenzione ho inconsapevolmente scritto quello che il direttore d’orchestra, þorgerður ingólfsdóttir, avrebbe definito il pezzo più difficile mai cantato da loro. Contiene nove voci al posto delle solite quattro (soprano, alto, tenore, basso). Il coro ha impiegato un’intera estate a provarlo, e sono incredibilmente grata per questo sacrificio. Nella registrazione si sente tutto. Il testo tenta di essere un’eulogia anziché del crudo fact-checking, del tipo luogo di nascita, lavoro, matrimonio… volevo celebrare i dati biologici, come il fatto che molte ragazze nascono con quattrocento uova… e durante la loro vita costruiscono due, tre nidi…
Su SA la recensione di Fossora è di Stefano Solventi.
