Donald Trump e Daniel Ek
Donald Trump da Ali G (still, 2003) e Daniel Ek, CEO di Spotify (2020)

Spotify ha partecipato al finanziamento dell’Inauguration Day di Donald Trump

La piattaforma di streaming ha donato 150 mila euro per l'insediamento e celebrato i suoi podcaster più influenti in un brunch esclusivo

Mentre le controversie sull’Inauguration Day continuano a monopolizzare il dibattito pubblico, anche Daniel Ek, CEO di Spotify, finisce sotto i riflettori. Dopo il gesto controverso di Elon Musk, le critiche si sono spostate sul colosso dello streaming musicale, accusato di aver contribuito con 150 mila euro al fondo per la cerimonia di insediamento di Donald Trump. La notizia è stata riportata dal quotidiano svedese Dagens Nyheter.

Non solo: Spotify ha organizzato, il giorno precedente l’insediamento, un brunch esclusivo per celebrare il ruolo dei podcast presenti sulla piattaforma nella corsa alle elezioni presidenziali. Secondo Ek, non si tratterebbe di un gesto di supporto politico, ma di semplice strategia aziendale: “Le donazioni sono volte a continuare a espandere la presenza dell’azienda a Washington D.C.,” ha dichiarato. Lo stesso ragionamento, pare, abbia motivato anche colossi come Meta e Amazon, che avrebbero stanziato somme ben più consistenti, rispettivamente pari a 1 milione di euro.

Durante il brunch, sono stati omaggiati alcuni podcaster di punta della piattaforma, tra cui Ben Shapiro, il cantante country Riley Green e, soprattutto, Joe Rogan. Quest’ultimo continua a suscitare polemiche per aver dato spazio, durante la pandemia, a teorie complottiste, le stesse che spinsero Neil Young a rimuovere la propria musica da Spotify per alcuni anni.

Le prime decisioni di Trump e il ruolo di Elon Musk

Parallelamente, le prime azioni del nuovo governo di Donald Trump hanno già sollevato accese discussioni. Coerentemente con le sue posizioni sui generi – “ne esistono soltanto due: uomo e donna” – l’amministrazione ha chiuso il Chief Diversity Officers Executive Council (CDOEC), l’organismo dedicato alla promozione della diversità e dell’inclusione. La decisione, presa dal Dipartimento dell’Efficienza Governativa (DOGE) guidato da Elon Musk, ha incontrato aspre critiche. Ariana Grande, tra gli altri, ha commentato con forza: “Le persone queer e trans erano qui prima dell’insediamento di Trump e lo saranno ancora, anche dopo la sua morte.”

Spotify e le polemiche sulle playlist “fasulle”

Non è la prima volta che Spotify si trova nell’occhio del ciclone. Noti da tempo gli investimenti del colosso dello streaming in tecnologia bellica. A fine 2024, un’inchiesta ha inoltre svelato i retroscena del programma “Perfect Fit Content”, che prevedeva l’inserimento di brani di artisti inesistenti nelle playlist per ridurre il pagamento delle royalties.

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