Pulp. “Common People”, fanfara per la gente comune
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Tony D'Onghia
- 3 Dicembre 2025
Il 2025 verrà musicalmente ricordato come l’anno in cui il Britpop è tornato prepotentemente al centro dell’attenzione. Tra le altre cose (la reunion degli Oasis, ovviamente, ma anche il comeback sui palchi dei Radiohead o l’ennesimo ottimo album dei Suede), il ritorno discografico dei Pulp, More, ha convinto sia critica che pubblico, al punto da raggiungere il primo posto delle classifiche di vendita nel Regno Unito, mentre la band di Jarvis Cocker è tornata a calcare i palchi con un fortunato tour mondiale.
La ripubblicazione celebrativa del loro classico Different Class arriva quindi come ulteriore coronamento di questa sorta di rimpatriata a distanza di trent’anni: uscito sul mercato nell’ottobre 1995, l’album è ampiamente considerato come uno più significativi dell’era, oltre ad essere quello che ha finalmente regalato al gruppo il successo commerciale lungamente atteso; un traguardo raggiunto attraverso una gavetta durata quasi quindici anni, durante i quali la band ha realizzato, tra l’indifferenza generale, ben cinque album.
Un lasso di tempo impensabile con i metri di paragone del terzo millennio, ma che nel caso di Cocker e soci ha permesso di affinare la loro particolarissima formula, oltre ad essere stato il periodo di maturazione necessario per affinare le qualità di acuto songwriter del frontman. A questo proposito, in un’intervista rilasciata nella metà degli anni ’90 al periodico Volume, lui stesso aveva cosi dichiarato: “Ovviamente il tempo che ci è voluto perché la gente ci notasse ha sicuramente avuto un effetto. Ora posso guardarlo in una luce più rosea e dire che forse ha avuto un effetto benefico, quando forse in realtà non è stato sempre così. È come stare rinchiuso in una stanza per un anno. Impari a conoscere tutto di quella stanza e ne cogli tutti i dettagli. E penso che sia per questo che le nostre canzoni sono spesso ricche di dettagli, perché ho avuto molto tempo a disposizione per coglierli”.
A testimonianza della capacità di sintesi musicale dei Pulp, dell’efficacia del loro connubio stilistico tra pop, glam rock e new wave ma anche dell’acume ironicamente incisivo dei testi, restano i due singoli di massimo successo tratti da Different Class, ovvero Disco 2000 e soprattutto Common People, pubblicato il 22 maggio 1995. In quella canzone, venivano riassunti con intelligenza ed arguzia i temi che fanno da sorta di filo conduttore all’intero longplayer: disparità sociale, lotta di classe, relazioni tra uomini e donne, sessualità.
I took her to a supermarket
I don’t know why but I had to start it somewhere
So it started there
I said, ‘Pretend you got no money’
And she just laughed and said, ‘Oh, you’re so funny’
I said, ‘Yeah… Well, I can’t see anyone else smiling in here
Al centro della pungente narrazione, il complicato rapporto tra un rappresentante della classe lavoratrice, ovvero il protagonista e voce narrante, ed una studentessa d’arte di classe agiata. La visione “romantica” della povertà di questa persona privilegiata si scontra con la dura realtà di chi vive invece una quotidianità segnata dalle difficoltà economiche. Sarebbe facile vedere il testo come una capsula temporale relegata ad un luogo ed un epoca – il Regno Unito degli anni ’90, ma l’universalità delle osservazioni di Cocker sulle tribolazioni della gente comune è lampante.
A sottolineare l’arco narrativo del testo un arrangiamento magistrale nel suo dinamismo. Infatti, se la prima strofa ci offre un Jarvis Cocker quasi distaccato e sarcastico, nel corso dello svolgimento la canzone aumenta di velocità ed intensità, passando da un incalzante, vertiginoso crescendo all’altro fino ad un frenetico e furioso finale, nel quale il cantante sfoga la sua indignazione in maniera sia sprezzante che ironica.
Never live like common people
Never do what common people do
Never fail like common people
Never watch your life slide out of view
And then dance and drink, and screw
Because there’s nothing else to do
Dirige il videoclip della canzone Pedro Romhanyi; una firma registica che con il proprio stile ha influito non poco sul Britpop: tra i suoi lavori infatti sono da ricordare, oltre alla regia di Disco 2000, anche quella di Parklife dei Blur, oltre a clip realizzati per Suede, Paul Weller, Robbie Williams, Paul McCartney, Travis ed innumerevoli altri.
Co-protagonista del video, nel ruolo di controparte femminile “posh” di Jarvis, l’attrice Sadie Frost. Oltre a rendere omaggio ai Beatles del film d’animazione Yellow Submarine (la sequenza di Eleanor Rigby, con le immagini di persone comuni intrappolate in loop ripetitivi e di brevissima durata), il video è reso memorabile da una coreografia improvvisata da Cocker il giorno stesso delle riprese; prova definitiva della bizzarra, ma efficacemente caratteristica, presenza scenica del cantante. Le scene del club sono state girate all’interno dello Stepney’s Nightclub in Commercial Road, nell’East End di Londra; il nightclub conservava ancora l’arredamento originale, compresa una pista da ballo degli anni ‘70, ed è considerato un gioiello del patrimonio culturale.
Altrettanto iconica quanto questo video anche l’esibizione della band al Glastonbury Festival del 1995, inclusa in versione audio nella nuova edizione di Different Class e, giustamente, considerata da molti uno dei momenti più importanti e leggendari nella storia del Britpop (un’importanza storica analoga al live degli Stone Roses a Spike Island del 1990, non a caso ricordato dalla canzone apripista del nuovo More – e, guarda caso, fu proprio in sostituzione last minute dei defezionari mancuniani che Jarvis e co. salirono sul Pyramid Stage). Non fu solo un concerto di enorme successo: fu la serata in cui i Pulp, spinti dal desiderio di rivalsa, passarono dallo status di acclamati outsider a eroi musicali nazionali. La versione dal vivo di Common People, spesso citata come una delle migliori di sempre, divenne un momento culturale determinante dei ’90s, contribuendo a lanciare l’uscita di Different Class e successivamente, a consolidarlo anche come capolavoro definitivo del Britpop.
