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6 Giugno 2025 pop brit

Something stopped me dead in my tracks / I was heading for disaster and then I turned back
Pulp, Spike Island

Dopo quasi un quarto di secolo, i Pulp tornano con More, il primo album in studio da We Love Life del 2001. In uscita il 6 giugno 2025 su Rough Trade Records, è stato registrato e mixato in sole tre settimane agli Orbb Studio di Walthamstow da James Ford, produttore dietro Arctic Monkeys e Fontaines D.C. L’album sarà disponibile in numerose edizioni limitate in vinile, ognuna con un titolo scelto da Jarvis Cocker: Theresa, Blue Sky Thinking, South Yorkshire Sunset e Isha Kriya, oltre alla versione classica in vinile nero.

Il primo assaggio è Spike Island, un anthem elegante, classicamente Pulp, nato da un’idea di Jason Buckle (Relaxed Muscle), che si rifà al leggendario concerto degli Stone Roses del 1990 e a un mantra urlato per ore da un DJ: “Spike Island, come alive!”. Jarvis, che a quel cruciale evento simbolo di una generazione sospesa tra rave e revival sixties non c’era, ha immaginato cosa avrebbe potuto provare e ne è nato un brano che mescola synth, violino e chitarra slide, con un ritornello (“And by the way
Spike Island comе alive by the way / This time I’ll get it right, oh”) che suona già come un classico.

A dare il tono fin da subito è l’incipit: “Something stopped me dead in my tracks / I was heading for disaster and then I turned back”. Una folgorazione, un cambio di rotta inaspettato che ben sintetizza lo spirito del disco: ripensare il passato per tornare a muoversi, ma in un’altra direzione.

Il video, diretto da Cocker stesso, è una riflessione visiva sull’intelligenza artificiale, che rianima le fotografie scattate da Rankin e Donald Milne per Different Class. Un “esperimento allucinato” che ha preso vita da solo, racconta Jarvis, con immagini generate tramite prompt testuali: “Mi aspettavo un making of, mi sono ritrovato in un viaggio psichedelico”. Il risultato è un cortocircuito tra memoria e alterazione, dove il passato torna a muoversi con inquietante naturalezza. “H.I. Forever”, conclude Cocker: Human Intelligence, non Artificial.

Il secondo estratto, Got To Have Love, è puro distillato Pulp, tra citazioni disco (Il classico Don’t Let Me Be Misunderstood) e nostalgie sixties (chitarre a 12 corde e slogan hippy). La canzone era stata abbozzata nel 1999, prima delle session per We Love Life, ma è rimasta nel cassetto per venire completata solo adesso con l’aiuto del produttore James Ford. Il video, a tema danzereccio/nostalgico, è un riuscito montaggio di filmati d’epoca del Wigan Casino, storico dance club tempio del Northern Soul. Un’ode al potere liberatorio del ballo.

Il ritorno dei Pulp è nato quasi per caso, con una nuova canzone — Hymn of the North — provata nei soundcheck del tour 2023 e poi suonata sul palco della Sheffield Arena. Da lì, l’urgenza di scrivere. Alcuni brani nascono da vecchie idee riadattate, altri portano la firma di collaboratori esterni come Richard Hawley e Jason Buckle, e persino la famiglia Eno fa capolino nei cori. Gli archi sono stati arrangiati da Richard Jones e suonati dall’Elysian Collective.

Jarvis chiude con sobrietà: “È il meglio che possiamo offrire. Nessuna intelligenza artificiale è stata coinvolta nel processo. Questo album è dedicato a Steve Mackey”. Bentornati.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Spike Island
  • 2 Tina
  • 3 Grown Ups
  • 4 Slow Jam
  • 5 Farmers Market
  • 6 My Sex
  • 7 Got To Have Love
  • 8 Background Noise
  • 9 Partial Eclipse
  • 10 The Hymn of the North
  • 11 A Sunset
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