Charli XCX. Il cortocircuito meta-cinematografico in bianco e nero di “Camera”
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Maria Porcelli
- 22 Luglio 2026
Continua sorprendentemente la metamorfosi di Charli XCX. Stavolta però dimenticate le casse dritte e la frenesia clubbing che ha colonizzato l’era Brat: la popstar britannica piazza il colpo con il nuovo singolo Camera, l’ultima anteprima che precede l’uscita di Music, Fashion, Film (in arrivo il 24 luglio per Atlantic). Sono tre mondi creativi che compongono la cifra stilistica dell’artista: non è un caso se i precedenti Rock Music e SS26 incarnassero già i primi due capitoli di questa personalissima trinità.
Camera è una traccia elettronica mid-tempo che sposta la riflessione sul cinema – o meglio, sul confine sottile tra ciò che accade davanti e dietro l’obiettivo. Il videoclip, diretto dal fidato collaboratore Aidan Zamiri, mette in scena un cortocircuito d’autore e non inquadra la popstar per quasi metà della sua durata. Al suo posto, il co-protagonista d’eccezione è un monumentale Vincent Cassel, qui nei panni di un attore in preda alla frustrazione su un set cinematografico nel deserto, subito dopo un violento incidente automobilistico.
In un gioco di meta-cinema, Cassel cita se stesso e una delle scene più iconiche della sua carriera, replicando il gesto della pistola puntata alla tempia direttamente da La Haine di Mathieu Kassovitz.
Dall’altro lato dell’obiettivo c’è una Charli XCX impassibile nel suo ruolo di regista e arroccata su un carrello dolly da studio che scruta il suo attore. E lo fa in verità guardando dentro se stessa. Nel testo della canzone, infatti, si leggono le insicurezze legate alla transizione sul grande schermo, che l’ha vista protagonista in The Moment e Erupcja in attesa dell’imminente debutto in I Want Your Sex:
Mi fa chiedere cosa sto facendo/ Voglio davvero fare musica?/ Sono una stupida se provo a essere una ragazza sullo schermo ora che sto per compiere 34 anni?
Nessuna provocazione “suburbana” del passato: in Camera ci si concentra sulla pressione della performance assieme alla paura di cambiare pelle, prima che sia troppo tardi.
