Recensioni
Mentre dilaga la mania del chill out e gli Air commettono il mezzo passo falso di 10,000 Hz Legend, una combinazione di lungimiranza e astri favorevoli fa sì che i due giovani inglesi ottengano un cospicuo riscontro grazie a un album che rappresenta la risposta, distanziata nel tempo, a Moon Safari (1998). Gli Zero 7 di Simple Things, il disco del debutto, possiedono somiglianze notevoli con il gruppo parigino, pur con alcune differenze stilistiche. A primo acchito gli Zero 7 paiono gli Air denudati del loro tipico french touch, ma è solo lo smalto soul che si è sostituito allo snobismo gainsbourghiano (anche se gli Zero 7 si cimenteranno nell’album di remix Another Night Late del 2002 proprio con il Gainsbourg di Bonnie And Clyde). Comunque, ciò che distingue le due ragioni sociali è la qualità: se da una parte i parigini optano per uno studio di sonorità retrò, denotando creatività e senso estetico senza secondi fini, gli inglesi partono dagli stessi presupposti per sfornare potenziali hit di facile presa. I Have Seen, primo estratto di una fortunata serie, è una sinfonia corredata da basso avvolgente e dream voice nere. Il resto dell’album va, pur a testa alta, in questa direzione, macinando indovinate e ruffiane melodie, alternando strumentali zuccherosi (Give It Away) a episodi nei quali si avvicendano cantato maschile (la title track) e femminile (In The Waiting Line). Il tutto va a colmare il vuoto lasciato proprio dagli Air, che nel 2001 abbandoneranno il sound degli esordi per cercare nuove direzioni.
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