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I ritmi house come feeling, come medium per liberare sentimenti, stimolare riflessioni o scatenare emozioni non necessariamente tramite il movimento e la cassa dritta. E’ la concezione alla base dell’album profondo, intimo e variegato di Youandewan, progetto del dj e producer londinese, Ewan Smith.

Dopo un passato da resident in vari club della East London, il musicista, circa tre anni fa, ha deciso di cambiare aria spostandosi a Berlino. Da lì, ispirato da una club culture sempre attiva e florida, sono arrivati, nel corso del 2015, due interessanti EP dancefloor oriented che hanno segnato l’esordio sulla label, Aus Music: uno, Spiral Arms, deep; l’altro, Verloren, dal tiro più scuro e techno (vedi il remix di Dario Zenker). Nel nuovo, There Is No Right Time, il Nostro, complice un infortunio che l’ha tenuto chiuso in casa per quattro mesi, abbandona in parte le atmosfere da club per un lavoro destinato ad un ascolto da salotto, rilassante e meditativo, con cui comunicare uno stato di sofferenza e rinascita. Il riferimento musicale di partenza sono i classici house, vedi Frankie Knuckles, la cui Your Love è citata espressamente in 10405 (Alice), ma anche Kerry Chandler, il tutto stretchato in jam a calar del sole tra jazz, ambient e downtempo. In questo senso spiccano le sezioni ritmiche, suonate con una vera e propria batteria, da jam session (Have The Guts), che incontrano pad ariosi e synth melodici in Be Good To Me Poly o la psichedelia a là Floating Points di 4D Anxiety, oppure ancora la looping elettronica, nei layer come nei filtri, di un The Field (la citata 10405 in particolare), magari con la tavolozza di colori del primo Nathan Fake. Youandewan passa abilmente, come già dimostrato nelle precedenti produzioni, dagli arpeggi Roland_TR-808 di scuola britannica (Waiting for Love, Something Keeps Me Real Quite e Left on Lucy realizzata con Huerta) ai tramonti di Ibiza (Time To Leave), fino ai banger di Chicago.

Smith si distingue per un ottimo lavoro di produzione tra digitale e strumenti tradizionali (batteria e chitarra elettronica), componendo un flusso sonoro che, quando sembra troppo ipnotico e ripetitivo, sa sorprendere con cambi di ritmo e atmosfere.

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