Recensioni

L’artista francese di origine bretone torna, a distanza di tre anni dal precedente Skyline, con un disco registrato in Islanda e sull’isola di Ouessan in Bretagna. Prodotto dallo stesso Tiersen, ∞ (Infinity) è permeato di atmosfere locali, e infatti sono presenti al suo interno collaborazioni con artisti madrelingua per i brani parlati e cantati in bretone (Ar Maen Bihan), faroese (Grønjørð) e islandese (Steinn).
Per certi versi, l’album non si discosta dalle sonorità tipiche del Nostro: strumentali atmosferici, i suoni giocattoli degli esordi, minimalismo e trame trasognate, con i pezzi che seguono grossomodo la stessa struttura, sospesi tra archi e coralità sparse. La scelta dei suoni giocattolo è un richiamo ai primi lavori, il tutto manipolato elettronicamente e con l’aggiunta di strumenti acustici manipolati anch’essi (e così via…). Ne viene fuori un disco che potrebbe essere la colonna sonora di un documentario a carattere naturale, in cui il Tiersen che si conosce viene fuori a tratti, preferendo lasciar parlare soprattutto le trame sonore corali e alleggerendo il tutto per lasciare respiro alla musica, dopo i barocchismi che appesantivano alquanto gli ultimi lavori.
Un intelligente cambiamento di rotta quindi, che rende ∞ (Infinity) omogeneo e leggero.
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