Recensioni

La combine Xiu Xiu/Larsen, nata durante la scorsa tournée italica di Stewart e McEllory, è legata prevalentemente dal mal di vivere angoscioso e dark che trasuda dalle loro produzioni, visto che musicalmente siamo assai distanti dal trovare intese. Eppure l’operazione funziona proprio perché le differenze si incontrano, giocando intelligentemente nella divisione delle parti (Jamie Stewart canta e i Larsen suonano), in modo tale da creare un mood oscuro che, come detto, è patrimonio di entrambi.
Tre dei nove brani vedono il singer degli Xiu Xiu svettare nel suo teatrante cantato, sempre più Hammil e sempre più Hollis: straziante quando l’aria che tira è prossima a certo “indie-intellettuale” di scuola Girls Vs Boys, vedi (Pokey in Your) Gnocchi; fiero quando si tratta di levigare a modo suo la patina pop (?) che abita Paw Paw Paw Paw Paw Paw Paw, e totalmente catartico quando rigira e spoglia la Prince Charming di Adam & The Ants (chi li/lo ricorda?) dal candore/terrore folkye che l’abitava, nel lontano 1981.
Se le parti vocali sono una prerogativa del duo statunitense (e sorvoliamo sullo zoppicante italiano della McEllory in Minne Mouseistic), le restanti tracce – come tutte le altre, del resto – sono l’ennesima prova maestra dei Larsen, abili sia come backing-band che in solo; lo dimostrano le strumentali Distorted Duck e Sunday, quest’ultima figlia proprio di quei tardi Talk Talk che tanto hanno influenzato l’arte di Stewart.
Ciautistico! (nome dal singolare gioco fonetico, mix di “ciao” e “autistico”, come del resto si gioca con le iniziali nel nome della “nuova” band) solleva gli Xiu Xiu dalla sufficienza stentata dell’ultimo La Forêt e allontana ancora una volta i Larsen da un mercato italiano poco appetibile (non a caso gli ultimi lavori vedono il logo Young God prima e Important Records poi) e restio nei loro confronti. Ma se i risultati sono di questa portata, ben vengano dischi del genere e godiamoci le conseguenze.
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