Recensioni

Mentre qualcuno (il chitarrista Erik Ripley Johnson) si intrattiene altrove (Moon Duo) facendo qualcos’altro (ma non troppo, vedi Escape) la casa madre non se ne sta con le mani in mano. Così, come da tradizione, si intervallano i vuoti tra disco e disco con raccolte di ciò che nel frattempo si è disseminato un po’ in giro, quasi sempre in vinile e tirature killer. Stavolta tocca al 7” su Sub Pop, l’ep per Mexican Summer, qualche cianfrusaglia live, un pezzo per la compila Yeti e gli immancabili vinilini tour-only, reale vezzo dei giorni nostri.
Detto questo e appurata l’eterogeneità di dischi del genere, i suoni di Vol. 2 non si distaccano molto dal solito procedere da fuzzed-out psych jams tirato in ballo dall’etichetta. Anche se qua e là, come già per il Vol. 1, qualcosa di intrigante esce fuori: una resa catacombale, almeno per le vocals, di Death’s Not Your Friend, ad esempio, che riecheggia vagamente alcuni passaggi bauhausiani, seppur sempre seppelliti sotto strati e strati di fuzz; e poi le due cover, a dir poco sorprendenti, almeno per i nomi dei coverizzati. La prima è una rendition organ-driven di Vampire Blues di Neil Young che del blues dell’originale mantiene lo scheletro mentre le forme sono quelle dello stomp-rock. L’altra sottopone alla centrifuga psych il classico di Gainsbourg Contact, fino a stenderlo per 8 minuti abbondanti di liquida e incessante psichedelia.
Se non siete tra quei pochissimi fortunati ad avere tutta la discografia dei losangelini, questa è l’occasione giusta per rimettersi in pari.
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