Recensioni

Personalità poliedrica e artista nell’etica, oltre che nell’estetica, Enrico Gabrielli ha raccolto nel giro di pochi anni quello che un musicista indipendente medio raccoglie in tutta una vita. Nello specifico, una serie di collaborazioni di rilievo con il mondo major (Afterhours, Vinicio Capossela, Niccolò Fabi, Morgan), stima ed ottimi riscontri per i progetti in condivisione (Mariposa e Calibro 35) e uno status di arrangiatore conto terzi universalmente riconosciuto nell’ambiente musicale nostrano (da Alessandro Grazian a Dente, dai Baustelle agli A Toys Orchestra). Mancava l’esperienza solista che ristabilisse i punti di giuntura con una giovinezza accademica messa un po’ in disparte: il qui presente Vol. 1 del progetto Der Maurer arriva a colmare quel vuoto.
Operazione in bilico tra rivisitazione e omaggio, il disco mescola brani di Steve Reich, Giovanni Gabrieli, Louis Andriessen e dello stesso Gabrielli, in un vagare in multitraccia – flauto, clarinetto, wurlitzer, pianoforte, sax, organo, batteria, tutto suonato dal Nostro – che parte dal 1985, passa per il 1567 e il 1975 per poi arrivare al 2002. Quattro brani per confrontarsi con la musica colta e contemporanea senza prese di posizioni troppo radicali, che da un lato vorrebbero sottolineare lo spessore e la curiosità dell’autore e dall’altro sottintendere un ruolo quasi educativo per i poco pratici. A quello, crediamo, tendono la ricchezza di informazioni sull’opera – cartella stampa compresa – e la possibilità di scaricare gratuitamente il disco dal sito dell’autore (www.enricogabrielli.com). Un particolare, quest’ultimo, che sancisce ufficialmente lo status di “progetto collaterale” per la serie Der Maurer.
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