Recensioni

Cosa viene dopo un disco rock che accetta le convenzioni? Un disco live che ne documenta le gesta dal vivo, e gli applausi soprattutto. Non vogliamo essere crudeli, ma il codice con il quale decodifichiamo l’operazione The Black Session è questo. Ciò non comporta una bocciatura a priori, e l’inaspettato sta proprio qui: un live, registrato a Parigi, nello Studio 105, presso la Maison de Radio France, nel 2011, che ci consegna la formazione di Colin Newman con una buona forma, soprattutto nel perseguire e rendere più diretto il chitarrismo di Red Barked Tree (non è un accidente che porta la title-track dell’ultimo album a essere, nel live immediatamente successivo, il pezzo baricentrico).
La direzione è la chiave. The Wire 2010s vuol dire canzoni dritte, quelle che hanno un certo nerbo rock. Smessi i vestiti obliqui e geniali con cui dribblarono le sacche wave, rimane poca cosa dal leggendario (e ancora incredibilmente attuale) 154. Nello specifico due brani – Map Ref. 41°N 93°W, dove Newman canta solo, stecca in modo quasi amatoriale, e la carica di Moreover, che riprende le briglie punk e la tensione del post-punk, per il capitolo forse più avvincente della compila. Non basta andare a ritroso e chiudere il concerto – e il live pubblicato – con dieci minuti di Pink Flag. Anche se la cosa lascia sempre un punto di domanda su ipotesi di ritorno alle origini, e sostanzialmente porte aperte ai fan delle prime produzioni. Mossa dialetticamente perfetta.
Amazon
