Recensioni

Producer con all’attivo collaborazioni prestigiose (Odd Future, Nilüfer Yanya e Sudan Archives) Will/Ma Archer, dopo le esperienze dietro il bancone di regia e la pubblicazione nel duemilaquindici del LP Burd ma sotto il nome Slime, arriva all’esordio A Western Circular dopo cinque anni di lavoro frenetico. Ispirato dalla saga di Arturo Bandini (pseudonimo e alter ego di John Fante), A Western Circular ruota attorno al tema dell’ansia e dell’ineluttabilità della morte, tematiche molto care al produttore di Newcastle, tanto da ricamarci su un concept album denso e convincente.
C’è un po’ di tutto in A Western Circular: c’è l’hip hop, vedi alla voce Last Sniff con la partecipazione di MF Doom; c’è il jazz di nuova scuola inglese in Cheater, con alla voce la superba Sudan Archives e anche qualche spruzzata di rock come in The Boon, con Samuel T. Herring dei Future Islands, traccia sognante a metà strada tra i BADBADNOTGOOD e l’AOR. Con dieci tracce per quaranta minuti piacevolissimi, A Western Circular mostra un Archer ispirato e a proprio agio nel duplice ruolo di producer e musicista, riuscendo a far convivere più anime (con diversi background) all’interno di un progetto che offre molti spunti di riflessione. Il più interessante (ed evidente) è sicuramente la scelta di mettere al centro del progetto sonoro il violoncello, dai primissimi secondi del disco fino alla sua chiusura: «Ho composto tutto il disco partendo dalla chitarra – ha dichiarato Archer – poi, per una serie di motivazioni ho deciso di puntare tutto sul violoncello, rendendolo assoluto protagonista». Una scelta che racconta molto dell’Archer musicista, partito dagli studi classici ed acustici per poi arrivare all’elettronica dei suoi anni al college e dei suoi successivi progetti, Slime ovviamente in testa.
Ottimo lavoro con episodi di assoluta qualità, A Western Circular svela l’ennesimo talento di una scena, quella di Londra, quanto mai fervida e vivace. Un esordio coi fiocchi.
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