Recensioni

7.3

Tra coloro che hanno contribuito a riportare in auge l’indie rock anni ’90 – dello stesso calderone ma con declinazioni diverse anche Bully e Mannequin Pussy – i Wednesday avevano già mostrato ottime capacità nell’album Twin Plagues del 2021, tra chitarroni distorti e melodie travolgenti. La pratica a colpi di Chris Bell, Roger Miller, Gary Stewart e Drive-By Truckers per il disco di cover Mowing the Leaves Instead of Piling ‘em Up (2022) deve aver conferito al gruppo di Asheville, North Carolina, una maggior sicurezza mentale a livello di arrangiamenti, tanto che il nuovo album arriva più cerebrale del predecessore mostrando un’evidente crescita stilistica e una maggiore capacità di gestire le proprie armi.

Rat Saw God vive sempre delle tipiche armonie piene della band eppure risulta meno accondiscendente a solleticare il palato con la semplice maestria armonica. Gli ingredienti originari ci sono tutti, eppure messi giù con un retrogusto sofisticato che sa di Archers of Loaf: linee à la Pixies lanciate alla deriva (Bath County, Bull Believer), armonie dei Belly saturate (Bath County, Turkey Vultures), divagazioni chitarristiche in odore Smashing Pumpkins (Hot Rotten Grass Smell) e tagli acustici che rimandano all’inquieta tranquillità di Kristin Hersh (Formula One, What’s So Funny). Un approccio alla materia come stile di vita – dalle loro parti più che di un genere si tratta di un vero e proprio linguaggio che va avanti imperterrito al di là di tendenze momentanee.

Una genuinità di intenti ulteriormente confermata dalla capacità di fare propri stilemi classici per conferire una profondità diversificata ai singoli brani, dai Dinosaur Jr. altezza Where You Been nascosti dentro la finta patina alt country di Chosen to Deserve alle accelerazioni discorsive di Got Shocked, passando per le armonizzazioni sincopate di TV in the Gas Pump e fino alla struggente malinconia sognata in chiave Medicine di What’s So Funny. Un album di pregevole fattura rifinito poi dall’ottima prova vocale della frontwoman Karly Hartzman, intenta a ritagliarsi con intelligenza uno spazio espressivo ricercato quanto sincero e autentico.

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