Recensioni

Arrivati al secondo album STO i palermitani Waines si confermano una delle novità più fresche e apprezzabili provenienti dall’estremo sud italiano. Avevamo qui già plaudito a suo tempo l’adrenalinico esordio tra blues e pop, STU, di un paio di anni fa; ora, forte di un missaggio oltreoceano (ad opera di Mario J. McNulty che ha lavorato per David Bowie, NIN, Laurie Anderson tra gli altri) il trio ritorna con un album compatto che fa del blues il suo credo assoluto.
Due chitarre e una batteria per un suono potente, veloce e adrenalinico che non conosce battute di arresto; siamo dalle parti di Led Zeppelin, Allman Brothers, AC/DC, White Stripes, il Beck più sporco, ma anche il glam-rock di T-Rex e le melodicità dei Beatles, oltre al blues del Delta di riferimento. Il tutto rivisitato alla maniera Waines, con tocchi pop e non solo, si vedano le pennellate glam, la onnipresente melodia sempre marchio di fabbrica del gruppo siciliano e i tocchi psych che rendono STO album godibilissimo e dal respiro europeo; la band ha avuto infatti un buon seguito oltralpe con il precedente lavoro.
Una gradita riconferma per un gruppo ormai adulto.
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