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7.2

Primo di una serie di meditazioni sul colore bianco, l’uscita White_Line gioca e modella il suono tra melodia e drones, dichiarandosi suggestionata, per semplicità e purezza, dall’elettronica digitale e microsonica.

Utilizzando un marcato sottofondo di onde corte, un rallentato e granuloso fraseggio di superficie ed una miriade di fluttuanti particelle, Variations in white Part 1 decide di mettere in mostra l’intensità dei propri cromatismi attraverso la luce, filtrata da un leggero e sospeso correre di minuscoli aghi sonori accorpati poi in quattro tracce, per quattro artisti e quaranta minuti in tutto.

Comune denominatore l’ambient, un bianco ascetico e magmatico, divenire di un risveglio per Lawrence English, raccontanto e ritrovato tra accartocciati field recording e contrappunti atonali in Shinkei, sovraesposto al forte contrasto (e sottolineato dalle fisicità del suono) in Miguel a Garcia, oppure narcolettico – e risonante – per Andy Graydon.

Magnifici laboratori d’elettronica asciutta da incontrare nel silenzio e assumere quotidianamente alla ricerca di un iniziato rinnovamento.

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