Recensioni

7.1

HDADD e cioè la sindrome da deficit di attenzione, come a dire che Uxo non riesce a starsene tranquillo un attimo. Ed è così infatti, cosicché tra le già mille collab e progetti collaterali adesso bisogna segnarsi anche questo, che ha esordito a luglio con un LP frutto – come spessissimo accade per il nostro – di una jam in solitaria e tutta d’un fiato.

In copertina palme e circuiti (ma in realtà si tratta di una struttura catturata a Berlino), come a dire gli anni Ottanta in una spirale di electrofunk che – suggeriscono puntuali le liner notes – si bagna ora Cosmic, ora italo-disco, ora dubtechno, fino ai Daft Punk vangelisiani di Tron in Kameleon e Deepyou, e fino alla chiusa, una Loopin capace di mettere assieme la soulness distante di Burial, loop – appunto – e profondità delicatamente deep e inserti saturi di tastiere spacey a tagliare.

Deficit di attenzione e tutto, ma Uxo è sempre bello concentrato, attento, essenziale, lo dimostra il fatto che Ancient Future, una marcia posta come intro che con quel piglio poteva durare anche 8 minuti, come tutte le cavalcate Kraut che si rispettino, resta abbondantemente sotto i 3.

Una jam elettronica golosa, con numeri di particolare efficacia come I See You, tormentone dal grip sinuoso speciale, ma da bere tutta d’un sorso.

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