Recensioni

Ai tempi del primo disco More Than One In Number definimmo la scrittura di Giulia Sarno/UnePassante “totalizzante”, simile a “una St. Vincent in chiave chamber ma senza le torsioni metropolitane tipiche della musicista americana”. La Sarno dev’essersi risentita, visto che in No Drama non solo abbraccia in toto quelle torsioni melodiche cui si faceva riferimento, ma le plastifica pure grazie a un’elettronica alle volte vicina alla dance (Extinction, Xman), più spesso parente dell’ultima Beatrice Antolini (Seesaw).
Fondamentalmente si tratta di pop, ma ad ampio spettro ed evoluto rispetto a un già pregevole esordio in cui si viaggiava su piccole perle acustiche/da camera perfettamente arrangiate. Di quel disco, in No Drama rimangono spiccioli – le atmosfere raccolte di Lullaby (The Air We Breathe) e War & Peace, seppur arricchite da un sentore dreamy-psichedelico perfettamente in linea con la modernità linguistica affrontata nel disco – e un Gianmaria Ciabattari, al solito, ottimo in fase di co-produzione. Non è finita, perché in Woodworms arrivano gli archi e in Wonderful Robots si sfiora il noise su certi controtempi trascinanti, confermando che si tratta non tanto di svolta di comodo quanto di una curiosità musicale evidentemente da appagare.
Per ora tutto fila liscio e, finché la musica si manterrà su queste coordinate senza lasciar trasparire dispersioni di sorta, ascoltarla sarà un piacere. Al disco partecipano, oltre a Michele Staino e a Emanuele Fiordellisi, parte integrante del progetto UnePassante, Wassilij Kropotkin al violino, Renato Cantini alla tromba, Tommy Bianchi al sax, ennesima conferma di un suono che si fa sempre più ricco e rotondo.
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