Recensioni

Fan di tutto il mondo unitevi, dopo mesi d’indiscrezioni, Spider Man – Turn Off The Dark, colonna sonora firmata dalle menti creative degli U2, ha un volto, un suono, un destino cui fare riferimento. Un fatto non del tutto inedito, si pensi ai numerosi side-project del gruppo irlandese. Una voglia di “sperimentare” – sfogo necessario dagli impegni umanitari, dai tour sold out, dalla macchina soldi U2 – già percepibile nel flebile e così classicheggiante The Million Dollar Hotel o nella commovente Passengers, e nell'ancor più antica partecipazione alla colonna sonora di Batman Forever: chi non ricorda il cartonato di Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kill Me, così kitsch, così U2?
Mancava il carrozzone broadwaiano, tutti in ghingheri, tra effetti speciali e voglia di rivitalizzarsi un po’. Il nuovo lavoro del(l’ormai esclusivamente) salvifico Bono Vox e del mesto (dalla notte dei tempi, lui) The Edge, è, sulla carta, un progetto musicale ambizioso, colonna sonora del contestatissimo (dai critici) e funestato (dalle disgrazie tecniche) spettacolo teatrale che risponde al nome di Spider Man, Turn Off The Dark, appunto: 14 brani scritti dalla premiata coppia e prodotti dal fido Steve Lillywhite. Le canzoni sono interpretate dagli attori del musical (i protagonisti Reeve Carney, sosia vocale di Bono, e dalla delicata Jennifer Damiano), ad esclusione della soporifera e piatta Picture This e dell’efficace – se escludiamo i cori finali da nosocomio – ballata, Rise Above 1 (indefinita, come ai tempi d’oro), quest’ultime interpretate svogliatamente dallo stesso Bono.
Nel loro contesto naturale – una mega produzione teatrale – affascineranno, spiccheranno per incisività e drammaticità, ma su disco faticano, e non poco. L’ispirazione si è affievolita, gli arrangiamenti si avvolgono su se stessi alla ricerca dell’originalità a tutti i costi. Raccogliendo a caso dal mazzo: come ridursi a dei Bon Jovi in perenne retromarcia (Bouncing off the wall), come inchinarsi alla dance pop (ridicola è la parola esatta) di Freak Like Me Needs Company. E poi gli U2 che fanno il verso ai Nickelback (Pull the Trigger), o gli U2 che rifanno se stessi ma in chiave progressiva, vedi la psicolabile Ny Debut, almeno finalmente un barlume di vitalità. Diy World è puro Moulin Rouge, come a condire di finta passionalità gli altri episodi, friabili e, all’apparenza, tratti dalla colonna sonora di Dawson’s Creek (If The World Should End). Da non ripetere.
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