Recensioni

7.3

Dopo due album che, pur con le dovute eccezioni, non rendevano l’impatto sbilenco e la freschezza psicotica dei primissimi singoli, arriva (a grande richiesta, verrebbe da dire) la raccolta di questi ultimi.

Il gruppo di Detroit è stato infatti uno dei nomi caldi della già tramontata stagione shit-gaze e Fast Metabolism (precedentemente edito in solo CDr) è qui a ricordarcelo. Nove brani che deflagrano schegge impazzite di post-punk lo-fi disturbato e indisponente, dove le ritmiche a dir poco infantili sorreggono nenie vocali e chitarristiche drogate ed ebbre e dove il malessere, più istintivo che ragionato, del vivere in una metropoli così putrescente si riversa in brevi pezzi, concepiti in garage e inzuppati di demenza urbana.

Ne sono prova inconfutabile Mary Ellen Claims e Air Conditioner, due dei pezzi migliori in assoluto che mostrano la cifra dissennata del gruppo at his best, come non è più stato in grado di mostrarsi se non in sporadici episodi. Ben venga dunque questa operazione nella speranza che in futuro i cinque nerd ci regalino ancora qualche chicca per cui valga la pena amarli e seguirli.

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