Recensioni

Straniante come un manufatto imbizzarrito tra i flutti e i controflutti della modernità, questo EP di debutto per i Tv On The Radio (notare il senso di assurdo tecnico-storico, la sinapsi temporale inseguita anche nella ragione sociale) colpisce per l’intensità, i cambi di umore, la coesione, la pregnanza inafferrabile della cifra sonora che scomoda tribalismi sintetici e bave chitarristiche, apparizioni di legni (virtuali?) e ipercinetiche sovrapposizioni vocali, il battito crudo del drumming ed il mormorio cibernetico delle macchine. La voce densa e sussultante di Tunde Adebimpe – capace di falsetti inconsulti come di profondità setose, di strozzarsi nell’eco radente – e le inquiete scenografie cibernetiche imbastite da David Andrew Sitek sono le strutture portanti di un suono suggestivo e impellente, misterioso e genuino, soundtrack di evasioni per nulla innocenti, semmai consapevoli, ma pur sempre evasioni. Sullo sfondo, il soul, il soul, il soul, che sia quello malinconico e vibrante della title-track (contagiata da hip-hop e psichedelia) o la sordidezza pseudo-robotica di Blind (congerie di synth abrasivi e corde acidule come un apocrifo Depeche Mode), mentre Staring At The Sun pulsa una distorta danza wave infestata da corde radenti e beffardi ectoplasmi afro (splendido il contributo della vocalist Katrina Ford).
Rimane da dire della prima traccia, ipercinetica, febbrile, compulsiva: Satellite è il cuneo nella fessura, la chiave di accesso agli spasimi desueti, collasso tribal-punk finito nella centrifuga con uno spiritual arcano, Nick Cave come lo renderebbero i Blind Boys Of Alabama arrangiati dai Cinematic Orchestra. E’ finita? No, perché la traccia nascosta ci propone uno strabiliante sincretismo doo wop-gospel con cui riveste la cover di Mr. Grieves, già teatrale delirio a firma Pixies che qui si consuma in un bizzarro cupo incanto. Irresistibile biglietto da visita per una band dalle potenzialità (forse) clamorose. Segnatevi il nome dei Tv On The Radio.
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