Recensioni

6.8

Che dire di questo secondo album (se non si considera anche il primo 12 pollici su dieStasi) dei TV Ghost? I ragazzi del mid-west sperduto si sono accasati già dal precedente Cold Fish presso la leggendaria In The Red e oggi rilanciano una nuova portata fedele alla ricetta originale.

Chi ha già avuto modo di esperire le frenesie elettriche del quartetto di Lafayette sa bene cosa aspettarsi. Riff crudi e urticanti di chitarre in odore di Gang Of Four usate come fendenti acuminati, ritmiche tribali, sconnesse e scomposte a creare un senso di panico basato sull’alternarsi di vuoto e pieno, urla belluine e lamentosi gorghi vocali, synth dirottati e pronti a deragliare contro un muro di allucinazioni. Unica, piccola novità sembrano essere le tonalità particolarmente scure della voce, vagamente più goth del solito, ma il limite del gruppo sta nel puntare troppo sull’isterismo ipnotico in cui sono maestri e troppo poco sulla struttura e l’individualità dei pezzi, alla lunga un po’ troppo simili a se stessi.

La carica esecutiva e la consapevolezza dei propri punti forti di certo non mancano, ma dire se Mass Dream sia migliore o peggiore delle altre pubblicazioni del Fantasma Televisivo è compito che lasciamo volentieri a qualcun altro.

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