Recensioni

Il collettivo francese Chinese Man è attivo e orgogliosamente indipendente da circa una decina d’anni, autore di una contaminazione infinita tra hip hop, world music, funk, elettronica, tribalismi ed esotismi assortiti tra i più variegati che va a creare un pastiche sonoro freak e schizofrenico, originale e assolutamente imprevedibile. La strada della crew si era già incrociata con quella del rapper e poeta sudafricano Tumi Molekane su numerosi palchi europei e in occasione dell’album di remix seguito al fortunato Racing with the Sun (nella traccia Ta Bom); non sorprende quindi la scelta ora di pubblicare un album in tandem, equamente diviso tra sei pezzi inediti e altrettanti remix degli stessi, in una riuscita simbiosi tra i graffianti versi di Tumi, spesso critici verso il sistema capitalistico occidentale, e il caleidoscopio sonoro onnivoro dei francesi.
Ecco quindi i lontani rintocchi orientaleggianti delle caustiche Jungle Boogie e Pills for Your Ills (quest’ultima con una corroborante invettiva contro le major discografiche), l’electro-swing dal vintage flavour di Better That Way (con la partecipazione di Taiwan MC che aggiunge una sfumatura patois al tutto), i clapping tribali di Ronin, le chincaglierie nipponeggianti marchio di fabbrica dell’ensemble francese che fanno capolino tra il groove e gli intricatissimi flow di Past Your Time, gli stranianti dialoghi tra oboe e xilofono della title track.
Beat mai scontati nel solito inconfondibile crossover tra old school e “freakerie” assortite, flow tecnicamente ineccepibili e spesso ulteriormente arricchiti dall’inconfondibile pronuncia (soprattutto nelle vocali) francofona della lingua inglese: anche attraverso questa (riuscita) collaborazione i Chinese Man si confermano tra le realtà europee più interessanti e originali.
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