Recensioni

Chi avrebbe mai pensato a un cambio di formula per i Total Control, dopo l’ottima visibilità ottenuta con il precedente Henge Beat? Nessuno, e infatti lo schema di Typical System è lo stesso dell’esordio: commistione punk e wave, chitarre e synth, Wire e Ultravox.
Per non ridurre però Typical System a un mero doppione, il quintetto di Melbourne ha messo in atto alcuni assestamenti diciamo di superficie, avvicinandosi al canone wave inglese e recuperando il sound di un Gary Numan dei tempi d’oro (Pleasure Principle), sia quando l’afflato è marcatamente pop (Flesh War), sia quando è synth-wave (The Ferryman). Il risultato bissa il successo del suo predecessore: l’acquisizione di una scrittura più pulita traducibile con un respiro pop sempre più marcato si equilibra con una minor libertà compositiva, perché in effetti il disco appare a tratti ingessato nell’indie wave. E se uno dei migliori brani in tracklist – insieme alla punkettara Expensive Dog – rimane l’altezzosa Liberal Party, in cui i Total Control tornano a far sfoggio di quel filo di anarchia da sempre nel DNA del quintetto, forse qualche rimpianto per quel che poteva essere e non è viene a galla.
Ad ogni modo, confermato il valore del progetto Total Control, basterà decidere in che direzione far pendere l’ago della bilancia.
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