Recensioni

7.3

La visione di Tosca non si ferma e in un moto di iperattività Dorfmeister e Huber chiamano gli amici del giro giusto a remixare di pancia il disco dell’anno scorso. Il risultato è una bomba che connette la deriva adult dell’Elevator Music inglese con i ricordi della premiata ditta K&D. La differenza sta però nelle droghe catalizzatrici il chilling. Se nella cricca del Fabric londinese c’è la sopravvivenza al post-E, qui si respirano i fumi retroattivi della cannabis.

Il paesaggio dipinto sul trompe l’oeil della memorabile copertina con i pony è influenzato dalla sempreverde bossa di Nicola Conte (My First con un assolo di flauto da paura), dalla classe chiccosissima del redivivo Rodney Hunter (Rosa) e da un inaspettato post-funk di Kalabrese (Oysters In May). Ci sono poi rivisitazioni su quartetti d’archi à la Steve Reich (la versione di Rosa del K&K Streichquartett), qualche richiamo alla Giamaica da parte di Grant Phabao (Birthday) e per finire l’inevitabile risacca ottantiana (Joe Si Ha di Reverso 88).

Esagerata epifania o canto del cigno? A noi sembra decisamente meglio dell’originale. Consigliata ovviamente per tutti gli opening della prossima estate. Tosca ha ancora molte cartucce da sparare. Roulette russa d’obbligo per noi.

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