Recensioni
Mettere ordine nei cassetti è cosa buona e giusta. A Lazarus Taxon, lussuoso box di tre cd e un dvd ricco di video e riprese dal vivo, assolve egregiamente la propria funzione ripescando una mole di tracce in precedenza reperibili solo su ep, singoli limitati, compilation ed edizioni per il mercato giapponese. Il piatto forte, che da solo giustificherebbe l’acquisto, rimane però la riproposizione integrale (arricchita di un remix di Cornpone Brunch, intrico di bassi jazzy ora nervosi ora morbidi ad opera di Mike Watt a suo tempo escluso) del capolavoro Rhythms, Resolutions And Clusters, che nel 1996 vedeva scomodarsi, tra gli altri, Jim O’Rourke, Steve Albini e il gruppo stesso per stravolgere i brani dell’omonimo esordio.
Scrigno colmo di gioielli, i tre dischetti più uno riesumano la capitale gemma 12” su Duophonic che presentava l’effervescente cavalcata germanica Gamera e l’ingegnosa mini sinfonia improvvisata Cliff Dweller Society. Sempre dall’epoca d’oro del gruppo, il quadriennio 94-98 (diremmo fino all’acclimatarsi di Jeff Parker, il cui arrivo è coinciso con una palese svolta stilistica e attitudinale), troviamo la martellante percussività di Source Of Uncertainty regalata a Mo’ Wax, la notturna Whitewater, e la cover dei Joy Division As You Said (che saldava la catena tra post punk e post rock), fino a Nobuzaku Takemura che ripassa TNT in minimali ma leggiadre distese.
Con al centro un canone ancora pulsante, indefinibile e dai tratti unici, è tutto un fluire di paesaggi che sintetizzano creatività in strutture agili, che non disdegnano la finezza dell’esposizione anche nei frangenti più sferzanti o complessi.
Un ascolto avventuroso e disintossicante, basilare per non privarsi di capolavori capaci d’accostare profondità dub e traiettorie jazz, PhilipGlass e Can.
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