Recensioni

Sono passati praticamente otto anni dalla rivoluzione del 2016. Dopo un lungo periodo sulla cresta dell’onda, il mondo della trap è stato costretto a reinventarsi, portando i suoi eroi a ripensare le proprie produzioni, ottenendo – chi più chi meno – forti riscontri. Da Sfera Ebbasta ad Rkomi, passando per Tedua o Ghali tutti, in un modo o in un altro, hanno provato a variare sul tema, salvo poi riportare tutto a casa in nome di un tanto decantato (falso) ritorno alle origini. In pochi sono rimasti fedeli alla linea e tra questi c’è senz’altro Tony Effe, di fatto l’unico vero superstite della Dark Polo Gang. In Icon, secondo disco in studio, nessuna sorpresa, zero rischi, eppure la dimostrazione che se ben orchestrato, lo stile fumettoso, iper esagerato e grottesco della tripla 7, può ancora regalare delle hit. O perlomeno competere con una seconda generazione – Baby Gang, Simba La Rue (qui presente) – anche più credibile e sfrontata.
Niente cambia rispetto ad Untouchable: il flow è monocorde e letargico, i testi ossessivi, con la santissima trinità misoginia/droga/opulenza adombrata soltanto da una spolverata di malinconia, sporadico contraltare di un’ostentazione e autocelebrazione senza limiti, proprio come accaduto nel Famoso di Sfera.
Se non altro, l’ex pischelletto dark non spaccia concept faraonici né urla al vento un ritorno alle origini che nel suo caso non ha senso di esistere: Icon ricorda il manifesto della DPG, Trap Lovers, zero sovrastrutture, un disco realizzato per divertirsi e far divertire. E c’è da dire che i beat, confezionati da Drillionaire, sono di buona fattura e tengono su bene l’opulento edificio.
Più che su feat. algoritmo ready la tracklist si tiene dal lato della produzione: Sorry attinge a piene mani dal mondo di Drake (non a caso è prodotta anche da T9c che ha collaborato con il canadese in Daylight), il funk poi s’infila bene non solo nella title track ma anche in Miu Miu, il pezzo con i sample di Music Sounds Better With You di Stardust e Think (about it) di Lyn Collins.
E a proposito di (spudorati) ripescaggi di vecchie hit ecco che In Da Club di 50 Cent fa da “riff” al singolone primaverile Boss, e una Particolari sporchi riprende un anthem pop d’inizio millennio: Tu corri dei Gemelli Diversi. La trap in purezza si palesa invece in Carrara, dove Simba La Rue si conferma tra i più forti della scena e, sì, più forte di Tony.
Non tutti i feat escono con il buco. In Balenciaga ritornello e barre di Rose Villain non lasciano certo il segno, in Pillole Sfera non regge il confronto con Geolier. Bene invece per la quasi reunion con gli ex soci Pyrex e Side Baby (Lap Dance), ispirato (finalmente) Ghali su GTA. E ok anche Dopo le 4, la traccia condivisa con Bresh e Tedua che cita Le donne di Fibra e affronta (non nel più efficace dei modi) un argomento delicato come quello del consenso.
Tony Effe fa Tony Effe. Prendere o Lasciare. Le chart premieranno.
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