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Dal primo al sei giugno del 2010 il torinese Davide Tomat, già songwriter per N.A.M.B e Niagara, registra sei ore di musica per un totale di trentasei tracce, componimenti che successivamente a una prima scrematura diventano ventuno e infine undici, masterizzati l’anno successivo a Berlino.

Associando a posteriori eventi storici (principalmente accadimenti aereospaziali) compatibili al registrato accaduti nell’intervallo di tempo delle incisioni e spaziando lungo la “storia dell’umanità”, Tomat imprime un personale sentire a una tracklist che tocca tanto le pose dream-shoegaze che abbiamo amato recentemente in Porcelain Raft, quanto naturali krauterie, ambient pop (Lovleyplace), cinematiche, indietroniche non lontane dal Boxeur The Coeur (1984) e drone music.

L’intero set è volutamente pensato per l’ascolto immersivo in cuffia. Il paradigma Animal Collective è quasi onnipresente ma ben assorbito. Un bel letto in cui tuffarsi fatto al 90% di voci e al 10% da un sintetizzatore monofonico (ma anche da sprazzi di chitarra).

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