Recensioni
Con questa nuova pubblicazione Tom Zè prosegue nella sua ricerca compositiva e, partendo da una base di samba, costruisce dei tappeti sonori con i più svariati elementi musicali (rumori, riff funky e rock, dissonanze, parti vocali che sbeffeggiano i vocalist da discoteca).
Ogni brano è dedicato ad una diversa tribù di indios e ad un episodio di rivolta contro i conquistadores e la schiavitù: l’intento di Zè è quello di rivolgersi ai giovani di oggi, in particolare agli aficionados di MTV bombardati da pubblicità e modelli di stile e di vita patinati, ricordando loro l’origine di tanti elementi musicali presenti nel rock e nell’hip-hop piuttosto che nel soul o nel reggae.
Le sette tracce che compongono il cd sono costruite come dei torrenti sonori che colpiscono orecchie e stomaco e concedono un attimo di tregua solo nella parte centrale quando, come in una pozza di acqua limpida che accoglie l’impeto della corrente, vengono lasciati affiorare in superficie gli elementi musicali più orecchiabili; ma è solo un’illusione perché il magma riprende subito a scorrere, fino al finale che giunge inaspettato come il gorgoglio di un lavandino che risucchia tutto nello scarico.
Ogni brano è riconducibile a tre fasi (secondo quanto riportato dallo stesso autore nel suo sito): vivere (l’incipit dei brani con l’incontro/scontro dei diversi temi ed elementi), soffrire (lo scorrere del torrente sonoro tra sbalzi, tensione, quiete e riprese), rivoltarsi (il finale dei brani sintetizzabile nel risucchio/rifiuto del magma sonoro).
Sarebbe difficile e ancor più inutile provare a descrivere nel dettaglio le singole tracce o fare dei paragoni: questa è musica senza compromessi, fatta per attrarre o allontanare, far pensare o essere cancellata dai pensieri e dalle orecchie; senza dubbio grande musica, ancorata alla tradizione e agganciata al contemporaneo. Da ascoltare senza pregiudizi. (8.0/10)
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