Recensioni

Il recente approdo di David Byrne in Italia, per il concerto conclusivo di Ferrara Sotto le Stelle, rende la ristampa del primo disco a nome Tom Tom Club un po’ più sul pezzo. Non per altro: per il fatto che di certo la reunion dell’altra faccia dei maturi (attempati) Talking Heads è passata in Europa (a Benicassim) senza avere la risonanza del leader.
La storia è nota; già dal 1980, mentre David giocava con Brian, Tina (Weymouth) e Chris (Franz), la coppietta delle teste parlanti, iniziarono un progetto più leggero rispetto alla via ben più complessa che stava intraprendendo il gruppo maggiore. L’album d’esordio conteneva almeno una manciata di tracce che si ricordano anche oggi; i primi quattro brani sono infatti tutti noti e canticchiabili da chi ha bazzicato le scene funk della new wave: l’iniziale Wordy Rappinghood su tutti, Genius Of Love, Tom Tom Theme ma anche L’Elephant, pezzo che sarebbe potuto essere una hit contenuta nelle raccolte Ze. E infatti qui sta il meglio e il peggio; c’è un suadente funk screziato che odora di Mutant, ma in ritardo sui tempi del groviglio newyorkese di quegli anni. E quindi si torna a quegli ambienti onestamente un po’ stanchi, che però sono capaci di inquadrare canzoni e di renderle impagabili momenti di lasciva serenità. Uno svacco rilassato, ammiccante, un po’ chill-out che ci ricorda i nostrani – cioè europei – Allez Allez, che però sembravano meno un prodotto in provetta.
Dimenticavamo che l’uscita con cui – insieme ad altre – la Island ha festeggiato i cinquant’anni non riguarda il solo Self Titled di Tina e Chris; all’esordio, nel secondo CD di questo Deluxe, è accompagnata la ristampa – per la prima volta su CD – di Close to the Bone, secondo album sotto la sigla Tom Tom Club. Il discorso rimane lo stesso, se non fosse per alcune note positive che si assottigliano ancor più…
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