Recensioni

A poco meno di un anno dall’esordio dello scorso anno (recensito in termini positivi anche su queste pagine), Toh Imago torna con una nuova, più breve, fatica: un EP di cinque brani che ci svela un lato inedito del producer francese, più intimo e contemporaneamente più svagato ed eclettico. Dove infatti il debutto Nord Noir univa concettualità e fisicità, ripercorrendo in chiave techno-trance la storia mineraria del nord della Francia, il nuovo Opalis FM affronta memorie personali risultando meno cupo e più variegato ritmicamente.

Lo dimostra già l’iniziale Baie D’Authie, un avvolgente downtempo sempre in bilico tra impennate d’n’b e placide discese ambient, aperto da field-recordings recuperati da un vecchio nastro della famiglia dello stesso Toh Imago che evocano calde e rassicuranti atmosfere familiari. La traccia successiva, la title track, accentua le tentazioni UK-hardcore, ma mantiene inizialmente un’atmosfera più da cameretta che da rave: è intorno al terzo minuto che le sferzate ritmiche iniziano a farsi sempre più sostenute e irresistibili. Con Crepuscole Done si torna però su coordinate più pacate e ambientali, percorse da soffici perturbazioni dub; giusto una pausa prima delle inflessioni acid e ravey di Bagatelle Monorail e del mix di techno-dub e drum’n’bass della conclusiva Hotel Regina. Opalis FM diviene dunque un doppio viaggio nel tempo: Toh Imago insieme ricorda le atmosfere dell’infanzia (e quella leggerezza che spesso la contraddistingue) e si riallaccia a quel filone sonico (in cui s’inseriscono i recenti EP di artisti di estrazione ben diversa come AnzTemplefeld e persino l’italiano Quiroga) che sta riportando in auge, complici anche le celebrazioni per il venticinquesimo anniversario di Timeless, incastri ritmici e sonorità memori della drum’n’bass più sofisticata e avvolgente. (6.8/10)

Opalis FM non è però l’unica recente uscita targata InFiné che merita una segnalazione: l’etichetta d’oltralpe ha anche pubblicato nel mese di settembre l’ottimo esordio del duo Pangar, originario dell’Isola della Riunione, possedimento francese d’oltremare. Intitolato abbastanza didascalicamente 1, l’EP conta cinque tracce dove s’incontrano e si fondono la bass-music più massiccia e riferimenti etnici spesso tribali, come certificano anche $ea66 e la traccia eponima. Le percussioni pazzissime di Curare si sposano poi con una cassa drittissima e di chiara matrice gabber, mentre la voce di Ann A’Oro funge da perfetto contraltare ai synth marziali e ai ritmi sincopati della successiva 12. Chiude un EP genuinamente strepitoso e innovativo l’incalzante beat noise della bellicosa e dal sapore cyber-punk Tuvan. Con questa prima trasmissione sonica dei due Pangar, autori di un pirotecnico e tenebroso afro-futurismo dance, InFiné conferma la propria centralità nel panorama dell’elettronica più contaminata dai ritmi e dalle tradizioni globali e non occidentali (dopo le incursioni arabe di Deena Abdelwahed e le varie compilation Under Frustration e Digital Kabar). (7.0/10)

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