Recensioni

abc 123 è un assaggio del prossimo album del trio tedesco, un nuovo corso che già dal titolo si preannuncia fondante, e come anticipatoci da Ronald Lippok, e rimarcato nell’intervista presente su You Tube, riparte da un sound diretto e ragionato soltanto a livello di sample di partenza.
Al solito, i brani crescono per sovrapposizioni minime: tra i riferimenti il consueto zampino dei Kraftwerk (Enigma), mentre l’apporto quartomondista di Schneider Tm / Mapstation si limita al minuto della conclusiva e irrisolta H5.
È tutto molto interlocutorio. Giri di manopola su un paio d’asciutti loop e evoluzioni minimal-tastieristiche che spesso non portano da nessuna parte. Ciononostante, qualcosa di curioso emerge dallo pseudo drum’n’bass à la Autechre di LVX 4 dove al beat (e lo sfarfallio dei fruscii) si giustappone un arrovellante lavorio di jazz cubista. Impressione quest’ultima che cresce dal pattern minaccioso della suicideiana Verschieden. È una via ma non sembra che i To Rococo Rot krautamente impro si stiano capendo al volo. Mumble…
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