Recensioni

È tornato Titty, ma stavolta per davvero, e meno male. A due anni da quel pasticcio mezzo-tamarro mezzo-cestonedelsupermercato che fu Il Mestiere della Vita (di cui chiunque ormai ricorda solo – e giustamente – il duetto con la Consoli), ecco Accetto Miracoli. Singolo eponimo di lancio che più Tizianone nazionale di così non si può, ma attenzione: già prima Nella Buona Cattiva Sorte era arrivato a intorbidire un po’ le acque, con Timbaland in produzione per un beat ladrato al Justin Timberlake spazza-mutandine di Sexyback. Dove vorrà andare a parare stavolta il bel Tiziano?
Facciamola breve: abbiamo tra le orecchie il miglior disco di Ferro dai tempi di Alla Mia Età. Con la consapevolezza che la voglia di strafare per suonare attuale a tutti i costi dell’episodio precedente è risultata a conti fatti qualitativamente controproducente, qui si stringe la palette con efficacia e rinnovata eleganza. Ci sono le melodie perfette di Amici per Errore e Come Farebbe un Uomo, prestate rispettivamente alle chitarre e a un drop zarro il giusto ma che non scade nel cattivo gusto. Ci sono le consuete ballatone sanremesi marchio di fabbrica del Tiziano più polveroso, come In Mezzo a Questo Inverno e la già citata title-track, ma che funzionano molto bene e non appesantiscono. Ci sono episodi decisamente riusciti, come il gospel di Le 3 Parole Sono 2, le ghiotte reminescenze di Rosso Relativo di Seconda Pelle, l’intimismo scarta-panettone di Casa a Natale. C’è però anche il tonfo senza appello che prova a rovinare tutto: il singolo estivo con feat. di Jovanotti Balla per Me (indisponente sin dal titolo), che vorrebbe suonare contagioso e allegrotto ma risulta solo fastidioso prima ancora che inizi il ritornello sudaticcio.
Fa niente Tiziano, tutto il resto è talmente di classe e ben fatto che questa te la perdoniamo. Basta skippare al momento giusto. Peccato per Timbaland, che avremmo voluto un po’ più protagonista; ma forse l’idea era proprio questa, dare una supervisione al tutto senza risultare ingombrante.
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